AGAPECASA: Mangiarotti Collection

Pubblicato il 29 maggio 2015 Di

 

Agapecasa continua l’esplorazione del vasto portfolio progetti di Angelo Mangiarotti introducendo nella Mangiarotti Collection alcuni nuovi prodotti classici del design, verificati e aggiornati in pieno accordo con lo Studio Mangiarotti.

Ritorna con soluzioni originali il tema degli elementi ad incastro con i profili leggeri e costanti del tavolo Asolo e le geometrie rigorose della libreria Loico, il tavolino Schwob, disegnato in origine per l’arredamento della villa omonima progettata dal maestro Le Corbusier, l’inedita e pregiata declinazione in marmo di Cavalletto, sono tappe meravigliose di un percorso senza tempo nell’articolata carriera professionale di uno dei grandi protagonisti del design italiano del Novecento.


Asolo, 1981

Il tavolo Asolo indaga le eccezionali qualità di resistenza della materia lapidea, impiegato qui come unico materiale costruttivo. Un piano con due “asole“ nelle quali si innestano due lastre/montanti dello stesso spessore; il bloccaggio verticale del piano è determinato dalla forma trapezoidale dei montanti, l’inclinazione di questi aumenta la stabilità del tavolo.

Asolo: quando al “minimal“ non si arriva seguendo la moda ma attraverso la conoscenza della materia, sempre in anticipo rispetto alle questioni di stile.

Schwob, 1959

Dietro a questo tavolo una situazione insolita per Mangiarotti che 1959 si dedica a ridisegnare gli interni di una villa in Svizzera progettata da Le Corbusier anni prima.

Il tema è quello della flessibilità, infatti i due manici laterali consentono di mettere in relazione tavoli e sedute (nati per una postura di tipo giapponese) secondo diversificate necessità specifiche.

Struttura in acciaio, piano in marmo, legno o vetro a richiesta.

Cavalletto, 1953-55

Un sistema per l’arredamento interamente realizzato in marmo, immaginato e brevettato ormai più di cinquant’anni fa, e che ancora non ha smesso di stupire per la versatilità e la funzionalità che regala.

Il modulo caratteristico è un elemento a cavalletto dalla particolare forma a V rovesciata, proprio per questo sovrapponibile mediante un semplice giunto a gravità, e che attraverso una particolare sezione perimetrale può accogliere, bloccandoli e trattenendoli a sé attraverso un vero e proprio incastro a “coda di rondine”, piani per librerie o contenitori chiusi.

Molto amato ai tempi del suo debutto, pubblicato dalle principali riviste internazionali dell’epoca, presente in molti arredamenti d’autore di quegli anni, il sistema Cavalletto torna oggi a nuova vita, evidentemente evergreen nell’anima.

Loico, 1987

Angelo Mangiarotti progetta incrociando la conoscenza delle qualità dei materiali con le tecnologie per piegarle al suo scopo e, viceversa, far emergere dalla tecnologia la forma più conveniente.

I vincoli tra le parti, mutuati dalle esperienze nella prefabbricazione e nell’architettura, completano la definizione del progetto.

Nasce così Loico, un programma formato da elementi portanti cilindrici e sovrapponibili e da ripiani che si fissano negli appositi incastri per realizzare librerie con misure modulari sia in altezza che in larghezza.