Bauxt con Carbon Footprinting

Pubblicato il 16 marzo 2013 Di

Bauxt si aggiudica il bando “Carbon Footprint” del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare e si appresta a calcolare e ridurre l’impronta di carbonio del proprio prodotto di punta, la porta blindata “Plank”. Obiettivo: tracciarne le emissioni in atmosfera, in vista di una minimizzazione della CO2 e dunque del proprio impatto ambientale.

Bauxt, realtà di punta nel settore della sicurezza, è l’unica azienda friulana ad essersi aggiudicata il bando ed è già entrata nel vivo della prima fase del progetto, cioè il calcolo vero e proprio delle emissioni di “Plank”, il modello sotto esame che porta la firma dell’architetto e designer Giuseppe Bavuso. «E’ la fase più impegnativa di tutto il progetto – dichiara Marco Pirisi, amministratore delegato –, perché è necessario tracciare con estrema precisione le emissioni che si sviluppano lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, prendendo in considerazione quindi anche le attività dei nostri diretti fornitori».

Un processo che si concluderà con il calcolo della cosiddetta “impronta di carbonio”, corrispondente al quantitativo di gas a effetto serra generato dalla filiera produttiva e dalle diverse fasi del ciclo di vita di “Plank”.

«Abbiamo scelto questo modello perché è la novità presentata al Made Expo 2011 – continua Pirisi – e perché “Plank” è stata per Bauxt una “rivoluzione”, nascendo dall’interpretazione pura del designer e quindi da un approccio al prodotto completamente diverso da quello con cui avevamo fino a quel momento vissuto l’evoluzione della nostra gamma; ed in questa logica di novità, di prodotto ma per certi versi anche di processo, ci è sembrato naturale selezionarla anche per il progetto Carbon Footprint. È un prodotto estremamente ricercato sotto il profilo progettuale – conclude l’amministratore delegato -, che richiede grandissima cura nei dettagli e un elevato impegno nella produzione. Un ottimo banco di prova, dunque, per calcolare il nostro impatto ambientale».

Una volta ottenuta la carbon footprint, verranno individuate possibili misure da attuare per la riduzione delle emissioni all’interno del ciclo di vita del prodotto. Successivamente verranno calcolate le emissioni rimanenti e quindi elaborate delle politiche di neutralizzazione. Una vera e propria contabilità della CO2 per un approccio scientifico e certificato alla lotta al cambiamento climatico. In ultimo si darà corso alla fase di studio e implementazione di una strategia mirata e di iniziative di comunicazione al pubblico, per rendere noti i risultati del progetto.

Questa iniziativa rientra nel programma messo a punto dal Ministero dell’Ambiente per sperimentare su vasta scala e ottimizzare le differenti metodologie di misurazione degli impatti ambientali dei prodotti e servizi, tenendo conto delle caratteristiche dei diversi settori economici, al fine di poterle armonizzare e renderle replicabili.