CONCITA, la sedia di legno cucita

Pubblicato il 27 novembre 2012 Di

CONCITA, la sedia di legno cucita, progettata da Massimo Zaniboni e Davide Barbieri, seconda classificata al concorso “ I Love me: Design”. Questa è una bella storia di sogni, passione, orgoglio e fantasia di due giovani progettisti mantovani.

Massimo Zaniboni ha una testa rasata piena zeppa d’idee e una mano che traccia linee meravigliose su fogli di carta. Davide Barbieri ha una testa di capelli a cespuglio piena zeppa d’idee e due mani d’oro fatte per realizzarle. Mentre l’Italia piange per la crisi, Davide e Massimo hanno ugualmente voglia di sognare, progettando e costruendo cose che ancora non esistono. Concita nasce così, in un fine settimana di giugno, durante il terremoto, in falegnameria o forse in mesi nelle loro teste.

Un giorno Davide incontra Massimo e con aria allampanata gli fa: “Sono riuscito a cucire il legno !”

Massimo Zaniboni è un designer avvezzo alle tecnologie innovative ma questa applicazione non l’aveva mai sentita. Appoggia le mani sulla sella di cuoio scucita della vecchia moto che sta rivitalizzando, indaga negli occhi di Davide Barbieri e capisce che fa sul serio. Scatta la sfida: “Facciamoci una sedia!“. Detto, fatto. I due, liberi per una volta da qualsiasi logica di mercato lavorano insieme per un fine settimana tagliando, piegando e saldando tubi, recuperati da sedie da ristorante anni Sessanta, modellando compensato e disegnando trame, ricami che cuciono prima sulla stoffa, per prova, e poi sul legno con una tecnica innovativa. A giugno le ore di luce sono tante ma corrono veloci per Davide e Massimo che devono accendere le luci artificiali della falegnameria per lavorare fino a tarda notte e le zanzare manco le sentono. Solo la radio accompagna la loro operosità. Le pizze del week end saltano, figli e mogli li aspettano a casa per niente preoccupate, anzi abituate “ Eeeeh, son fatti così!”.

All’alba di lunedì fa già caldo ed è tempo di stendere il poliestere trasparente sulle cuciture per proteggerle e lasciare asciugare la loro creatura.

Il risultato ha tutta la freschezza e l’ingenuità dell’opera estemporanea, l’ironia e spontaneità di una jam session, la personalità di una customizzazione post-industriale. Un sorriso di compiacimento si disegna sui volti dei due creativi che hanno l’aria arguta e beffarda di chi ha fatto uno scherzo ben riuscito mentre provano a turno la sedia che tre giorni prima non esisteva.

Ma la loro voglia di mettersi in gioco non finisce qui. I due progettisti decidono di partecipare al concorso di design e autoproduzione “I love me: Design“, indetto da Arezzo Fiere e Congressi e una giuria presieduta dal Prof. Andrea Branzi classifica il prototipo CONCITA al secondo posto assoluto, risultando altresì miglior progetto di sedia per “per sensibilità di rinnovare con un linguaggio delicato oggetti della memoria.” Questa la motivazione della giuria.

 “Quando senti l’impulso irrefrenabile di progettare e costruire una qualche cosa, significa semplicemente che è tempo che esista e quelli come noi la devono realizzare“. M. Zaniboni

Concita è un progetto di sedia generato da un’innovazione tecnologica, ovvero la cucitura del legno, sviluppata ed applicata ad un nuovo prototipo di sedia, realizzato in opera. Ispirata alle sedie da bar e ristorante anni Sessanta, Concita ne rievoca il telaio in acciaio in tubi conificati, attualizzato con terminali in rovere, già testati empiricamente. Seduta e schienale sono prodotti in multistrato di betulla curvato e placcato con ricomposto di rovere. Questi sono caratterizzati da una cucitura decorativa congrua al disegno del telaio sottostante.

La cucitura in filo di poliestere è realizzata mediante una tecnica innovativa, sviluppata elaborando il software di una speciale cucitrice, che ne garantisce l’invulnerabilità alle abrasioni e comunque all’usura, grazie anche ad uno specifico processo di finitura superficiale al poliestere. Il disegno delle cuciture può essere personalizzato a piacimento, in funzione delle esigenze o del contesto grazie alle infinite combinazioni consentite dall’elaborazione del SW della macchina.