Demolizioni per riconvertire e riqualificare

Pubblicato il 20 ottobre 2015 Di

Demolire o conservare, questa è una delle questioni aperte nel dibattito architettonico di fronte al quale, molto spesso, il patrimonio edilizio si trova ad essere oggetto di diatribe. Al di là delle considerazioni possibili su questa pratica, la cui valenza è sempre da considerarsi in relazione all’oggetto o meglio dell’edificio da demolire, la demolizione resta comunque l’intervento fondamentale per la riconversione di aree dismesse e da riqualificare.

Ci sono culture che ricorrono alla demolizione  come pratica abituale, anche di fronte ad edifici di un certa importanza storica. Un esempio noto è l’ Imperial Hotel a Tokyo (1922), progettato da  Frank Lloyd Wright. Costruito secondo delle regole e modalità anti sismiche, venne demolito nel 1968.

La demolizione come la costruzione, richiede competenze specifiche a cominciare  dal personale qualificato all’uso  di macchinari avanzati. In Italia tra le aziende qualificate per questo tipo di servizi vi è il Consorzio Project Job.

Project Job, realizza demolizioni edili nel pieno rispetto delle normative in tema di sicurezza, garantendo la costante incolumità delle persone e costituendosi dunque come un punto di riferimento affidabile.

Si tratta di servizi di demolizioni edili che riguardano:

  • Demolizioni speciali e stripout
  • Demolizioni di fabbricati (anche interne)
  • Demolizioni ciminiere, ponti, dighe
  • Demolizioni a grandi altezze
  • Scavi e movimento terra
  • Demolizioni impianti industriali

 

La demolizione completa degli edifici, consiste in una vera e propria distruzione. Per fare questo una delle tecniche più diffuse sono le implosioni.  Nella “storia delle demolizioni” vi sono edifici importanti che hanno subito la demolizione, risultando allo stesso tempo degli eventi spettacolari.

Nel Guinness World Records è annoverata la demolizione per la più grande costruzione mai demolita in America e riguarda lo stadio Kingdome di Seattle.

L’implosione di questa gigantesca struttura è avvenuta nel Marzo 2000 ad opera della Controlled Demolition Inc. La  sfida di questa operazione era rappresentata dal controllo delle vibrazioni generate dalla caduta di 125.000 tonnellate di detriti che avrebbero colpito una porzione di territorio della città sotto la quale c’era la falda acquifera di Seattle.

Parlando di demolizioni spettacolari, restiamo negli Stati Uniti e precisamente a Las Vegas. Qui sono stati demoliti ben  dieci hotel-casinò, implosioni accompagnate da dei veri e propri show. Come nel caso del The Frontier, la cui demolizione è avvenuta nel 2007 . Countdown scintillante con tanto di detonatore ad indicare l’imminente esplosione per finire avvolto da nuvole di polvere con la distruzione completa dell’hotel. Discorso simile anche per  The Stardust, demolito nel 1991, con  fuochi d’artificio sul tetto prima dell’esplosione.

 

Demolizione spettacolo anche a New York. Oggetto di questa demolizione un albergo degli anni 20 il Wellington Hotel Annex. Un vero e proprio show, poiché per abbattere la struttura sono stati utilizzati fuochi d’artificio, fumogeni colorati ed esplosioni a tinte blu e rosse che ricordavano la bandiera americana. Un’operazione dedicata alla madrepatria, ma anche all’ideatore del progetto e a sua moglie, dato che i fumogeni colorati che hanno dato il via alla demolizione hanno creato le lettere J&J, di Joe Nicolla e sua moglie, appunto.

Gli 11 piani dell’hotel sono venuti giù lasciando il posto agli 800.000 metri quadrati di un centro congressi.

Anche gli edifici industriali sono speso oggetto delle demolizioni.

Tra questa tipologia di interventi rientra nelle demolizioni industriali, come quella che nel Maggio 2013, ha riguardato la demolizione di  3,5 chilometri di un viadotto, costruito nel 1917 . Il viadotto faceva parte della Cina National Highway, al suo posto, verrà costruito un altro viadotto a sei corsie.

Demolizioni che mutano  lo skyline. E’ questo  il caso della centrale elettrica degli anni ’60 a Fort Lauderdale. Con 200 chili di dinamite, si è giunti alla progressiva caduta prima della struttura e poi delle quattro ciminiere, che hanno lasciato il posto per la costruzione di un nuovo impianto di energia pulita a gas naturale.

 

Anche in Italia nel corso degli anni ci sono stati demolizioni importanti e spttacolari. Una delle più celebri è  quella che ha riguardato il complesso immobiliare di Punta Perotti. Un complesso sul lungomare di Bari costruito  nel 1995  e definito l’ecomostro. Venne edificato da tre gruppi imprenditoriali (Andidero, Matarrese e Quistelli) che ricevettero il permesso per costruire su terreni che effettivamente erano edificabili, ma l’enorme impatto ambientale provocato dalla struttura aprì un’indagine conclusasi con la demolizione degli edifici nell’Aprile del 2006. Le macerie del palazzo sono state sotterrate sul posto nonché parzialmente ridotte in ghiaia e utilizzate per la riqualificazione del lungomare. Dopo l’abbattimento si è proceduto a preparare l’area per la costruzione di un parco pubblico, con la realizzazione di impianti sportivi e aree a verde. Inoltre, è stata realizzata una stele in bronzo in ricordo delle 16 vittime del disastro aereo del volo ATR-72 Bari-Djerba del 6 agosto 2005, in memoria dei quali sono stati anche piantati nel parco 16 alberi di ulivo.

 

Interventi come questi al di là della spettacolarizzazione dell’evento, testimoniano l’importanza di interventi migliorativi per il contesto urbano e architettonico delle nostre città.