MARIO BOTTA firma l’allestimento della mostra di Antonio Ligabue a Gualtieri

Pubblicato il 12 maggio 2015 Di

Sarà Mario Botta a firmare l’allestimento della mostra di Antonio Ligabue che si terrà a Palazzo Bentivoglio a Gualtieri (RE), dal 31 maggio all’8 novembre 2015, a cinquant’anni dalla sua scomparsa.

L’architetto svizzero, tra i più noti e apprezzati a livello internazionale, ha svolto un sopralluogo a Palazzo Bentivoglio per offrire idee e un primo progetto di percorso espositivo.

Ad accogliere Mario Botta erano presenti Renzo Bergamini e Marcello Stecco, rispettivamente Sindaco e Vice-sindaco di Gualtieri, Giuseppe Pecchini, progettista dei lavori di restauro e di ristrutturazione di Palazzo Bentivoglio, Sandro Parmiggiani, direttore della Fondazione Museo Antonio Ligabue, Sergio Negri, collezionista e punto di riferimento per la catalogazione dell’opera di Ligabue, e Gloria Negri, architetto e Assessore alla Cultura del Comune di Guastalla.

“Per la Fondazione Museo Antonio Ligabue- ha affermato la sua presidente, Livia Bianchi – è un motivo di particolare orgoglio poter collaborare con uno dei più importanti architetti al mondo. Siamo sicuri che il suo allestimento riuscirà a rendere ancora più affascinante la visita ai capolavori di Antonio Ligabue”.

L’antologica di Antonio Ligabue proporrà oltre 100 opere, alcune mai presentate prima, tra cui 80 dipinti, 15 disegni, 10 incisioni e altrettante sculture in bronzo e terracotta,.

I dipinti esposti, molti ritenuti massimi capolavori dell’artista, saranno suddivisi nei tre periodi nei quali si è soliti ripartire l’opera di Ligabue (1928-1939; 1939-1952; 1952-1962) e copriranno tutti i motivi della sua pittura: animali domestici e feroci, paesaggi svizzeri e padani, interni, ritratti, autoritratti.

Quest’importante appuntamento costituirà un punto fermo da cui partire per una corretta valutazione critica e storica del lavoro di Ligabue, in grado di sottolineare il grande valore di Ligabue nell’àmbito dell’arte italiana ed europea, al di là della fuorviante definizione di “naïf” che l’ha troppo a lungo accompagnato e ne ha mortificato la comprensione.