Tappa a Milano, esplorando i Navigli

Pubblicato il 27 gennaio 2016 Di

Chi frequenta il capoluogo lombardo sa bene che, ormai da tempo, i Navigli sono diventati sinonimo di uno dei volti più vivaci della movida milanese. Ma il valore storico e il patrimonio, culturale e naturale, associato a queste antiche vie d’acqua è ben più profondo. E vale la pena scoprirlo.

I navigli lombardi – che costituiscono i più antichi canali artificiali d’Europa! – furono costruiti a partire dal XII secolo, per collegare la città di Milano al Lago Maggiore, al Lago di Como e al Po. Non si trattava solamente di fondamentali vie di comunicazione, ma anche di opere ingegneristiche essenziali per l’irrigazione delle terre attraversate dai canali, che furono quindi importante strumento per lo sviluppo agricolo della regione. Nel corso dei secoli, le rive dei canali sono andate arricchendosi di un patrimonio fatto di mulini, castelli, abbazie e residenze nobili – un patrimonio incastonato in paesaggi rurali di grande bellezza.

Gli itinerari possibili per andare alla scoperta dei navigli lombardi – Bereguardo, Grande, Martesana, Paderno e Pavese – sono diversi, e includono esemplari architettonici di diverso genere e di diverse epoche. Chi sceglie il Naviglio Martesana, ad esempio, potrà esplorare una via d’acqua che si sviluppa lungo quasi 40 chilometri, da Trezzo sull’Adda a Milano, e dove soprattutto nel corso del Seicento vennero costruite numerose ville signorili, testimonianza dello sviluppo agricolo dell’area. Imperdibile per gli appassionati di archeologia industriale, nei pressi di Trezzo, è il Villaggio Crespi, che negli anni Novanta è stato addirittura inserito nella lista dei beni patrimonio dell’umanità protetti dall’Unesco, quale eccezionale esempio di villaggio operaio. Crespi è il nome della famiglia di industriali che qui decise di costruire, alla fine dell’Ottocento, una fabbrica e, nei suoi pressi, un “villaggio ideale” dove alloggiare i dipendenti e le loro famiglie. Il villaggio comprende i capannoni della fabbrica, con decorazioni in cotto e mattoni; la villa padronale; le case operaie, che ai tempi costituivano soluzioni d’alloggio d’avanguardia; le ville per i direttori e i capi reparto; la chiesa, che riproduce esattamente quella di Busto Arsizio; la scuola; il lavatoio; la struttura per il dopo lavoro, con sale attrezzate per attività culturali e sportive, ma anche educative e assistenziali.

I Navigli si possono scoprire anche in bicicletta, sfruttando gli itinerari messi a punto nell’ambito di un processo di valorizzazione del patrimonio culturale racchiuso nell’area degli storici canali. Sul sito dedicato sono disponibili innumerevoli suggerimenti: la prossima volta che prenotate un hotel a Milano, magari approfittando di un’offerta di Expedia, provate allora a regalarvi un assaggio di Navigli. E non preoccupatevi, le opzioni sono numerose anche per i meno sportivi. Infatti, proprio da Milano, vengono organizzati tour in barca che portano alla scoperta delle vie d’acqua, seguendo diversi percorsi. Un esempio è quello dei fontanili, che porta a esplorare il Parco Agricolo Sud Milano: si parte dalla Darsena e si arriva a Gaggiano, navigando sul Naviglio Grande, e toccando le località di Buccinasco, Corsico e Trezzano sul Naviglio. Una volta giunti a Gaggiano, si può proseguire la visita nell’oasi naturalistica Lago Boscaccio. Altro esempio è l’itinerario del Ticino, che attraversa il Parco della Valle del Ticino, da Sesto Calende a Porto Torre, toccando i comuni di Golasecca, Somma Lombardo, Castelletto sopra Ticino e Varallo Pombia. L’itinerario segue un tratto di quella che anticamente era conosciuta come la “via del marmo”, poiché nel XIV secolo era proprio lungo questa via che i marmi provenienti da Candoglia del Lago Maggiore venivano trasportati e Milano, dove furono utilizzati per la costruzione del Duomo.