La toilette pubblica, il posto piu’ libero e democratico in cui le persone si incontrano, diventa spazio espositivo tra reale e virtuale.

Pubblicato il 27 giugno 2014 Di

 

E’ sardo, è anonimo, è smart e creativo, e il 7 giugno 2014, in occasione dell’inaugurazione della Biennale di Architettura, ha installato nelle toilette dei locali dell’esposizione più blasonata d’Europa dodici “toilet paper”. Si firma Marcello Simeone (pseudonimo di origine sconosciuta) e per il suo progetto Occupy w.c ha scelto questi singolari spazi espositivi per una iniziativa che va ben oltre il semplice utilizzo di pareti per appendere le sue opere. Infatti, con la tecnica comunicativa del flash mob, Occupy w.c. ha coinvolto un gruppo di studenti e giovani artisti che, in contemporanea con Venezia, hanno installato a Madrid (Museo Reina Sofia), Parigi (Palais de Tokio), Londra (Tate Modern) e Milano (Palazzo Reale) altrettanti toilet paper. Tutte le installazioni sono collegate tra loro attraverso il sito www.occupy-wc.org a cui si potrà accedere tramite codice QR presente in ogni sito espositivo (una toilette, sì, proprio così).

La tecnica del flash mob è per sua stessa natura di forte impatto per questo è stata ritenuta dall’artista la più adatta a mettere l’accento sul messaggio fondamentale che vuole trasmettere: le difficoltà dei giovani ad entrare nel mondo del lavoro. Lo vuole  fare, in particolar modo, nel contesto della Biennale, un contesto in cui l’attenzione è rivolta alle professioni artistiche e creative che in Italia non hanno sufficienti spazi o, anche quando gli spazi ci sono, non sono facilmente accessibili da giovani che ancora non hanno conquistato la fiducia di li chi gestisce, costretti ad aspettare, per usare un eufemismo, particolarissime condizioni astrali.

In occasione di questa performance veneziana, accogliendo la sfida e la provocazione di Occupy w.c, diciotto architetti under 40 raccontato la loro esperienza e si confrontano idealmente sul tema dei “fondamentali” dell’architettura, tema cardine di questa edizione della Biennale e molto caro a Rem Koolhaas; le loro interessanti testimonianze possono essere ascoltate su www.occupy-wc.org. Fanno da contrappunto i contributi di Luigi Prestinenza Puglisi (Presidente dell’Associazione Italiana di Architettura e Critica) e di Luciano Pes (Filosofo). Simona Campus (Storica dell’arte e curatrice) propone le sue riflessioni sul progetto in relazione agli spazi espositivi dell’arte contemporanea.

Prossima tappa di Occupy w.c. sarà Expo Milano 2015.