YURIKO

Pubblicato il 15 giugno 2013 Di

Scultura, natura della materia sono i concetti che abbiamo attraversato per creare il mondo YURIKO.
Materia pura e volumi rinnovati grazie a sezioni e prospettive insolite, compongono un ambiente ricco di dettagli e sensazioni.
Sotto una veste completamente nuova, si svelano piccoli accenni al passato, come gli infissi originali rismaltati e valorizzati da una delicata cornice in legno dall’interno.
Sul soffitto, non ritinteggiato, la traccia lasciata dall’impianto luci preesistente, diventa, grazie a scritte colorate che ne raccontano la struttura, elemento decorativo, così come le imperfezioni nel vecchio intonaco incorniciano tutto il perimetro del soffitto.
Il passato si insinua nell’arredamento con vecchi mobili recuperati e rivisitati secondo logica scultorea.
La vetrina si compone della struttura di un armadio sezionata in obliquo e aperta verso l’alto. Dalla sezione superiore scendono dei tondini in ferro non trattato, che sostengono delle piccole ciotoline in ferro realizzate nella fucina di un fabbro di Soncino. Abbiamo utilizzato la tecnica del ferro battuto inserendo in fucina lastre da 3 mm, che le fiamme hanno definito secondo il proprio andamento, forgiando singolarmente ogni singolo contenitore nella forma e nel colore, rendendone impossibile la riproducibilità.
La parte inferiore si trasforma in una sorta di vasca il cui bordo è realizzato in schiuma poliuretanica, che, durante il processo di indurimento, è filtrata
forzando gli interstizi presenti nel legno del mobile, regalando allo sguardo una sensazione di forza straripante contrapposta all’idea di morbidezza, dovuta alla leggerezza e alle forme tondeggianti del materiale puro.
Le sei vetrine espositive sulla parete sinistra, nascono dal calco di un comodino Chippendale modificato solo nelle sue dimensioni. Gesso e calcestruzzo sono le materie scelte per i calchi e, nell’oggetto finito, portano con loro tutti i segni visibili della trasformazione all’interno della matrice.
Il bancone da lavoro è stato adattato nei vani portaoggetti alle esigenze del proprietario, che hanno influito anche su alcune scelte estetiche,
impreziosendolo. Due terzi del piano sono stati rivestiti in raffinata pelle blu e il vano presente in basso a destra è stato tappato con uno specchio sagomato a misura, che crea un’illusione prospettica di sfondamento dello spazio e di vuoto, contrastante con le massicce dimensioni del bancone.
All’interno del piccolo spazio intimo riservato al proprietario, isolato con porte scorrevoli in plexiglass satinato, si cela un prezioso angolino

.

Un piano di legno massiccio stagionato appoggiato su gambe tornite appartenenti ad un vecchio tavolo, e impreziosito dalla cornice barocca del grande specchio al vivo, che riempie la parete destra del negozio, ospita una vecchia ciotola di rame decorata, con funzione di lavamani. Un antico specchio è stato tagliato a metà e incollato ad angolo sulle pareti, annullando la percezione dello spigolo ed evidenziando la simmetria del riflesso.
Il pavimento è costituito da spesse assi di legno per sottotetti, dipinte di bianco in modo che le tracce del passaggio si evidenzino nel tempo.
Durante la posa non è stato seguito uno schema preciso, se non per quanto riguarda la direzione, quindi le assi hanno tra loro lunghezze diverse, particolare evidenziato lasciandone al naturale un esiguo numero.

Sulla parete di fondo, seguendo la prospettiva della pavimentazione, la nicchia verticale è stata adattata a espositore inserendo due mensole di legno
stagionato, mentre la parte inferiore è diventata un piccolo armadietto, le cui ante, realizzate con lo stesso materiale del pavimento, ne sono la continuazione in verticale.
Sui lati destro e sinistro del suolo spiccano due fasce di terra, due sottili giardini di piante vere, di cui Alessandro si prende cura quotidianamente.
L’illuminazione all’interno dello spazio ha una predominante calda e accogliente, ma convive naturalmente con alcuni punti luce freddi in cui si è scelto di
utilizzare fonti a LED.
Le canaline in acciaio per i cavi elettrici a vista si inseriscono discretamente nell’insieme e creano un piacevole contrasto materico con i cavi in tessuto
colorati, che formano il lampadario principale e le diverse diramazioni, che, attraversando il soffitto, raggiungono le zone da illuminare.
Ancora luce fredda al neon per l’insegna minimale, composta dalla scritta sagomata YURIKO in alluminio specchiante, sistemata discretamente sulla
destra sopra la vetrina.