Arredativo Design Magazine

Le Corbusier – 2 Parte

Riprendendo a parlare della lunga carriera di Le Corbusier oltre ad architettura ed urbanistica, anche nel mondo dell’arredo esso trovò spazio di espressione.

Si tratta di mobili concepiti come degli strumenti idonei ad abitare in modo corretto gli spazi costruiti per l’uomo moderno nati dalla convinzione di Le Corbusier di esprimere nella concretezza dell’oggetto di utilità, il nuovo valore proposto dal binomio forma- funzione, spogliandolo dell’ornamento, recuperare la sua irriducibile intima bellezza, esprimendo la propria natura nell’armonia della nuova forma, semplice ed essenziale.

 

Nella pausa di relativa inattività imposta dalla seconda guerra mondiale Le Corbusier elabora e perfeziona il Modulor.

Una gamma di dimensioni armoniche alla scala umana, universalmente applicabile in architettura e in meccanica. La sera del loro incontro a Princeton, Albert Einstein scriveva a Le Corbusier a proposito del Modulor: ”Si tratta di un sistema bidimensionale che rende difficile il male e facile il bene”. Questa invenzione di Le Corbusier, una volta brevettata, fu resa di dominio pubblico nel 1947.

 

Nel 1948 apparve la prima edizione di Le Modulor, che fu ben presto esaurita e dovette essere ristampata.

L’occasione per realizzare un frammento della Ville Radieuse, ideata quasi venti anni prima gli viene offerta dal ministro della ricostruzione, Claudius Petit, nel 1945.

 

 

Ebbe la completa libertà di esprimere compiutamente le sue idee sull’abitazione moderna per le classi medie. La prima Unitè d’Habitation venne eretta in sette anni, dal 1945 al 1952 a Marsiglia.

 

Trecentotrentasette alloggi duplex, di ventitré tagli diversi su diciassette piani. Nelle cavità dei possenti pilotis e nelle intercapedini del primo solaio inferiore furono installate condutture e impianti tecnici, poi il grandioso tetto-piazza-terrazza e la piscina; sette “strade interne” attrezzate con negozi a vari livelli. Parallelepipedo imponente che, rinnegando il gusto della superficie levigata, esalta il “beton brut”, il cemento roccioso colato in casseforme di legno grezzo, la materia scabra su cui è impressa la sigla del Modulor, i totem gaudiani sul cielo. Dopo Marsiglia realizza altre quattro unitàNantes, Berlino, Briey-en-Forèt e Firminy-Vert. A Firminy, Le Corbusier realizza prima di tutto la casa della gioventù e della cultura, poi l’unità , lo stadio sarà costruito postumo, inoltre progetta anche una chiesa.

L’unità di Marsiglia chiude il periodo più propriamente razionalista di Le Corbusier. Nel 1944 ritornò all’atelier di Parigi e nel 1946 si trasferì a New York dove il suo genio innovatore fu definitivamente riconosciuto.

Nel 1950 quando Le Corbusier liquida i cinque principi, gli immacolati volumi e le superfici terse, e si esprime con rudezza medievaleggiante e furore tra barocco ed espressionista, realizzando la Chapelle de Notre Dame du Haut.

 

Nel 1951 inizia lo studio di Chandigarh, nuova capitale del Punjab, il cui tracciato era stato definito da alcuni alti funzionari indiani, su modello inglese, in settori quadrilateri, divisi da strade di diverse categorie e dimensioni. Le Corbusier fu incaricato di progettare il Campidoglio. Su un tracciato geometrico ideale, dispone gli edifici del Segretariato, del Parlamento, del Palazzo di Giustizia e la residenza del Governatore.

All’impegno fondamentale assunto in India si accompagnarono altre importanti realizzazioni quali il manierista Padiglione Brasiliano nella città universitaria di Parigi (1957), il Padiglione Philips all’Esposizione mondiale di Bruxelles costituito da una triplice vela che incorporava quattrocento altoparlanti (1958), il Centro d’Arti Visive dell’università di Havard (1961), la Maison de l’Homme a Zurigo (1963) oggi centro Le Corbusier e il completamento di parte delle attrezzature comunitarie a Firminy.

 

Nel 1964 progetta il nuovo Ospedale per Venezia, non realizzato. Morì nell’agosto del 1965 a Roquebrune, in Costa Azzurra.

 

Tornando ai mobili  disegnati da Le Corbusier, questi sono ancora oggi prodotti dalla Cassina. Affascinato dalla produzione di massa, è tra i primi a dedicarsi al disegno industriale.

Gli arredi noti col nome di Equipement intérieur de l’Habitation, esibiti al Salon d’Automne di Parigi del 1928, sono tuttora pezzi intramontabili. Basti citare la sedia di fama mondiale Chaise Longue LC4.