Arredativo Design Magazine

Tecnologia e design: Arredativo incontra Fabrizio Crisà Design Center Manager di Elica.

Design Hero ,  ci porta a parlare di: Design e tecnologia due temi sempre più presenti oggi nella progettazione, anche in settori in cui fino a pochi anni fa era impensabile. Non in cucina però uno spazio della casa dove a vari livelli la tecnologia è fondamentale ma non è l’unico aspetto importante.

In questo percorso che ci avvicina al Salone del Mobile 2015 pubblichiamo una intervista avuta ad Eurocucine 2014 con Fabrizio Crisà designer e responsabile Design Center Manager di Elica, azienda leader nella produzione di cappe ad elevato livello tecnologico e di design.

Un’ occasione per parlare di progettazione ma anche di interior design, per vedere da vicino il design da Design Hero.

 

“La cappa scompare”, è stata questa una delle novità 2014 di Elica, perché questa idea, da dove nasce il progetto?

Parliamo quindi di una cappa in particolare, parliamo della Amelì.

La Amelì nasce dalla combinazione di idee, dal fatto che sta cambiando il modo di rapportarsi con l’arredo in generale ma soprattuto con la cucina. Se guardiamo gli arredi attuali sono molto minimal.

Le case non sembrano vissute e se anche questo piace la gente vive questo ambiente come un castigo, e si sente un po’ limitato. Allora di contro c’è la tendenza a riprendere l’arredo della nonna portato dal restauratore e re-interpretarlo in chiave moderna, quegli effetti legno sbiancato o verniciato in argento ecc…

Quindi questa tendenza crea ambienti che uniscono il minimal con arredi che danno carattere e scaldano l’atmosfera.

Questo aspetto, unito al fatto che la cucina ha cambiato il suo modo di essere, cioè oggi la cucina è a vista, non è più chiusa in una stanza ma è tutt’uno con il living, l’ambiente cucina assume l’aspetto del salotto diventa un ambiente conviviale. Poi magari si cucina pure poco però la cucina è più vissuta di prima, quando la cucina era vissuta solo dalla padrona di casa che usciva quando era tutto pronto.

Ecco questo crea un modo di vedere la cucina diverso. Essendo la cucina il cuore della casa e nelle cucina ci sono le cappe, si arriva al concetto che le cappe stanno in cucina 24 ore al giorno ma poi sono usate come luce 2 / 3 ore al giorno e come cappa 2 ore al giorno per cui il resto della giornata stanno là e quando non è una bella cappa questo può essere impattante in modo negativo. Ecco l’idea nasce da queste considerazioni.

L’idea era avere un elemento che potesse vivere sula parete 24 ore al giorno, quindi, uno specchio, un oggetto ricercato e diffuso. Volevamo creare uno specchio che diventasse cappa non il contrario. Dal punto di vista estetico abbiamo lavorato in due direzioni: moderno e classico riprendendo il decoro di una cornice tradizione ma anche personalizzabile.

 

 

Lavorando in questo settore, come è per te il rapporto con la tecnologia?

 

La tecnologia è fondamentale, per me sulle cappe ormai, non ci sono più segreti. Anzi cerco di reinventare il prodotto.

Quando ho iniziato non sapevo niente ma ora conosco ogni dettaglio. Mi piace rinnovare e rimettere tutto in discussione, ripensare il prodotto, dal punto di vista estetico ma non solo, mi piace trovare anche nuove funzionalità.

 

Quindi lanci anche sfide all’azienda?

Si, spesso ci sono novità concettuali che cambiano l’idea di cappa è una sfida giusta per una azienda come Elica e questo ci porta ad essere innovativi.

 

La tecnologia ha cambiato il modo di progettare la cappa?

Oggi abbiamo più libertà dal punto di vista dimensionale perché riusciamo a fare cappe ridotte. Abbiamo il know-how che ci consente di lavorare sulla fluidodimanica e adattare le perfomance all’estetica.

La tecnologia ci aiuta, con i nuovi comandi ad infrarosso, comandi elettronici, le app. La tecnologia aiuta molto, ma non basta perché deve essere interpretata bene.

Quello che cerchiamo di fare è prendere il meglio della tecnologia e darle il giusto valore.

Prodotti smart come tecnologia, funzionamento, interfaccia e interazione con l’utente. Ma smart anche nell’interpretazione. Quando guardi l’oggetto devi riconoscerlo, interpretarlo in modo semplice ed immediato, il design deve servire anche a questo.

 

Se dovessi dare un consiglio a giovani designer che vogliono approcciare con la tecnologia della cucina delle cappe, cosa suggeriresti di studiare?

Secondo me è importante non darsi per vinti, questo spegne la passione che invece è la cosa fondamentale. Lavorare non fine a se stesso, ma anche per amore del proprio lavoro, per il proprio prodotto realizzato.

Io quando vedo un prodotto realizzato, riuscire a farlo come lo voglio io mi porta a lavorare ininterrottamente, perché la cosa più importante è vedere una mia idea realizzata e riuscire a convincere gli altri che quella è una idea giusta.

Quando c’è passione secondo me, il resto, combinare tecnologia con il progetto, essere curiosi del mondo degli altri campi e trasportarlo nel nostro, tutto questo avviene in modo naturale. Con passione diventa molto più semplice.