Enoteca dai tosi – Design contest: I tre finalisti I tre finalisti

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La giuria, composta da Gian Paolo Buziol, promotore del concorso, Michele Andrisani, architetto in loco e direttore
dei lavori, Andrea Bortolot, project manager e referente del progetto, Michela Pelizzari e Federica Sala dallo studio
PS, Renzo Di Renzo, ex direttore artistico della fondazione Claudio Buziol e fondatore dello studio Heads
Collective, Benedetto Marzullo, caporedattore della rivista “Living, Corriere della Sera”, Andrew Ayers,
giornalista della rivista “PIN-UP”, Roberto Petronio, esperto di vini e giornalista della rivista “La revue du vin de
France” e Joseph Grima, architetto e direttore artistico di Matera 2019, Capitale europea della cultura, ha decretato
i tre finalisti del concorso. Questi sono lo studio milanese di Francesco Librizzi, scelto per la capacità di rendere
all’apparenza semplice un sistema architettonico-narrativo complesso; il torinese Studioerrante Architetture per aver reso nel migliore dei modi sia la storia della città che il racconto del vino all’interno dello spazio; il belga
architecten de vylder vinck taillieu per aver presentato un progetto in grado di enfatizzare ed estremizzare
l’unicità della struttura del sasso.


Gli studi di architettura che hanno preso parte all’ “Enoteca dai tosi – Design contest” sono stati lo studio milanese di Francesco Librizzi, l’emergente torinese StudioErrante Architetture, il milanese Andrea Caputo, lo studio
belga architecten de vylder vinck taillieu e il duo belga di designer Muller Van Severen. Ciascuno di loro si è
confrontato con le esigenze tecniche di un’enoteca all’interno di un contesto unico come quello che offre la città di
Matera, già patrimonio dell’Unesco dal 1993 e prossima Capitale europea della cultura per l’anno 2019.
Gli studi, scelti per le loro caratteristiche formali hanno dovuto interagire con i numerosi vincoli della
sovrintendenza locale e con uno spazio fortemente caratterizzato da una scala di connessione dei tre livelli
dell’ipogeo e dalle due antiche cisterne di raccolta dell’acqua, che costituiscono le due salette piccole per le future degustazioni dell’enoteca. Luoghi ancestrali, intimi e arcaici in cui raccontare l’amore per il vino e le storie dei suoi produttori.

 
Tutti i partecipanti hanno adattato brillantemente l’identità del proprio studio sia al tema cardine del concorso, “solo
ciò che tocca il vino”, che limitava, come da indicazioni comunali, i materiali ammessi a quelli che vengono a
contatto con il vino nelle sue diverse fasi di produzione, sia alla specificità del luogo e alla conformazione geologica
del sasso che andrà ad ospitare l’enoteca.
A breve verrà reso noto il nome del vincitore del concorso, il cui progetto darà vita all’Enoteca dai tosi, la cui
inaugurazione è prevista per il 12 maggio 2017.