Design in equilibrio: Arredativo incontra Omri Revesz

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Recentemente sono stati selezionati  i progetti per  ADI Design Index 2018 . Tra i progetti della sezione nella sezione Exhibition Design anche STREET CINEMA, installazione multimediale, progettata da Omri Revesz per VAC Contemporary Art Foundation e presentata per la 74a Mostra del Cinema di Venezia e la Biennale d’arte di Venezia 2017, nell’ambito di Space Force Construction.

 

Durante il giorno, il padiglione funzionava come un’isola urbana, un luogo di incontro e un teatro all’aperto, mentre di notte si trasforma in un cinema all’aperto.

 

Omri Revesz, nato a Tel Aviv, in Italia dal 2005, titolare dello  studio multidisciplinare Omri Revesz Design con sede a Venezia,. I suoi progetti spaziano quindi dall’Architettura, all’Arte, al Design.

Tra i progetti più recenti Match Point per Baleri Italia. Noi lo abbiamo incontrato al Salone del Mobile 2018

 

Raccontaci il progetto nato in collaborazione con Baleri Italia?

E’ stata una collaborazione interessante, una collezione ricca. Ho cominciato con Aldo Parisotto con cui ho già collaborato anche in passato  per altre aziende poi quando è diventato direttore artistico per Baleri Italia mi ha chiesto di collaborare.

 

L’idea nasce da un’idea astratta, un’ intuizione di equilibrio, una composizione di  due elementi uguali con stesse misure e messi due volte, come base e come elemento orizzontale  e poi la gamba stessa verticale. Dopo questa prima regola per cui ci sono 3 cerchi sovrapposti in orizzontale e verticale collegati  tra loro, abbiamo cominciato a dare posizioni incollandolo alla gamba sempre questi stessi cerchi con le stesse dimensioni.

 

Però una volta a 90 gradi, una volta a 60 un’altra  a 30 gradi. Questo cambia le altezze del tavolo e crea una specie di gioco curioso rispetto la posizione statica. Così facendo abbiamo visto che la cosa più importante era incollare uno sopra l’altro gli elementi, creando un  totem. Questo spiega ancora meglio il concetto astratto da cui siamo partiti, riprendendo le opere di Brancusi e altri che lavoravano su composizioni geometriche .

Questo progetto questa soluzione, sembra un gioco?

Si esatto è per questo dobbiamo fare i complimenti all’azienda. Io con il mio disegno ho detto come si poteva risolvere certe questioni per essere stabile e loro hanno trovato il modo . Dentro ci sono delle staffe dentro è tutto estremamente pulito. Sono contento di come è stato sviluppato.

 

 

Quando avete fatto il primo brief per arrivare al progetto?

Il prodotto è nato circa un anno fa, con proposta e una presentazione. Da allora è  passata una serie di verifiche e diciamo che ci sono voluti sei mesi. Solo allora abbiamo detto ok, portiamolo avanti, sviluppiamo primo prototipo. Successivamente abbiamo cominciato a vedere i possibili colori i legno studiare le venature quindi un ulteriore sviluppo di sei mesi ma una anno per partire completamente.

Da dove nascono le tue ispirazioni?

Nascono un po ovunque, è una cosa interna. Uno durante la vita lavorativa raccoglie tante immagini, idee, concetti che vengono sviluppati . In certi momenti queste cose si mettono insieme e nasce l’ispirazione del progetto .In questo caso è una ispirazione astratta geometrica, con forme statiche. Sicuramente anche vedere lavori di altri mi ispira a fare di più e fare meglio .