COOP_70. VALORI IN SCATOLA

Pubblicato il Di in Eventi

Periscopi che consentono visioni indietro nel futuro, gigantesche scatole di spaghetti, lattine di pomodoro o bottiglie d’olio a altezza d’uomo in cui immergersi e capire la complessità che sta dietro un gesto ordinario come preparare un piatto di pasta. E ancora numeri spettacolari, la fattoria cooperativa per i più piccoli dove sperimentare, giocando, il consumo consapevole.
Curata da Giulio Iacchetti e Francesca Picchi, progetto di allestimento di Matteo Ragni e con il contributo grafico di Leonardo Sonnoli, Coop_70. Valori in Scatola si muove in equilibrio fra il divertissement e la volontà di raccontare scelte, principi, pratiche di partecipazione che rendono Coop e l’universo dei suoi prodotti originali nel panorama delle proposte italiane.

Sette stazioni per un viaggio reale ma al tempo stesso immaginifico: refrain storici come il carosello delle pubblicità – dalla proto pubblicità di Ugo Gregoretti a Peter Falk Tenente Colombo, agli intellettualismi di Woody Allen fino a Luciana Littizzetto e alle strisce recentissime di Makkox – l’eredità di Expo espressa nel supermarket del futuro progettato da Carlo Ratti, le autentiche rarità come il progetto di cibo predisposto da Coop per gli astronauti della base orbitale nello spazio.

 

Chi visita l’esposizione è chiamato ad agire e interagire con le installazioni: all’interno di una grande scatola di spaghetti, girando la manovella della macchina per la pasta si approfondisce la conoscenza della complessa e spettacolare produzione della pasta di Gragnano. Il pubblico partecipa facendo in prima persona una spesa dei valori, che si possono anche portare a casa. E nel contempo può trasformare in coriandoli i disvalori come lo spreco, la bassa qualità dei prodotti alimentari, la loro adulterazione, ovvero il contrario dei valori che la Coop pone alla base della sua azione quotidiana.
Infine per tutti i visitatori è possibile rappresentarsi in un autoritratto, ricordo della visita alla mostra, dando vita a una parete collettiva costituita da un mosaico coloratissimo di volti. L’ultima stazione sarà dedicata ai più giovani, in linea con l’esperienza di Coop in relazione alle attività di educazione al consumo consapevole che ogni anno coinvolgono decina di migliaia di ragazzi e ragazze nelle scuole italiane (234mila nel 2017).
Il logo Coop, progettato come cooperazione di caratteri prima da Albe Steiner e poi da Bob Noorda, assume forme insolite nel catalogo della mostra Coop_70. Valori in Scatola.