I cinquant’anni di OZOO la collezione di Marc Berthier per Roche Bobois

Pubblicato il Di in Pezzi Storici, Storia del Design

La storia del design è uno dei temi che ci appassiona di più (chi ci legge da un po lo avrà capito), la nostra indole un po da “archivista” si mixa con la curiosità e la voglia di scoprire pezzi nuovi e talvolta anche riedizioni di oggetti cult. Come in questo caso con una proposta di Roche Bobois, lo scrittoio e la sedia OZOO del designer Marc Berthier, una collezione che oggi compie i 50 anni.

Editato nel 1968,  lo scrittoio viene oggi  riproposto nella sua versione originale, nei 5 colori che ne hanno determinato il successo. È il grande ritorno di uno scrittoio che ha segnato un’epoca è  stato  un simbolo dell’evoluzione delle tecniche e dei materiali negli anni ‘60.

 

Infatti la collezione Ozoo rappresentava il sogno moderno della plastica applicata all’arredamento: leggerezza, industrializzazione, resistenza sia indoor che outdoor, colori « pop-ottimisti » …

 

 

Inizialmente creata per bambini e adolescenti, la collezione comprendeva anche piccoli scrittoi (che hanno allestito le classi delle scuole elementari), letti e contenitori; poi – in seguito al suo successo – si sono aggiunti anche tavoli e tavolini. Lo scrittoio è presto diventato un simbolo di questa transizione stilistica.

 

Lo scrittoio e la sedia OZOO sono pezzi emblematici. Scegliere di ri- editarli è, a ben vedere, un’ottima idea: per la loro forma, la loro funzione, il loro colore, la loro lucentezza, il loro stile ed il loro spirito” dice il designer a proposito di questa riedizione. “ Realizzati in un unico pezzo, come un monolite, rappresentavano all’ epoca una vera performance. Il loro design ha reso la loro produzione più facile e meno costosa, e questo ci ha permesso una più larga distribuzione.”

 

Marc Berthier, designer francese classe 1935 si è  diplomato alla Scuola di Belle Arti di Parigi, ed ha iniziato la sua carriera come architetto.

Le scrivanie per bambini, furono uno dei sui primi progetti importanti  con le loro nuove forme e i colori pop, vennero  utilizzate negli asili nella città di Créteil, vicino a Parigi.

A chi gli chiede  he posto hanno avuto queste creazioni nel suo percorso di designer, risponde: ” Sono state importanti in termine di riconoscimento a livello internazionale, in modo particolare presso i musei. Soprattutto mi ricordano che la creatività industriale è l’opera d’un quartetto inseparabile : il designer che crea l’oggetto, l’industriale che crea lo strumento specifico per la sua produzione, il distributore che crea le condizioni per metterlo in risalto e l’editore che è e resta l’attore principale, il coordinatore. Per la collezione OZOO si è trattato di un trio: François Roche, M. Dhaussy (il produttore), ed io, Marc Berthier, in simbiosi.”

Dieci anni dopo progetta Mecanotube, mobili precursori della tendenza “fai da te” (DIY) esposti  nel 1977, nella mostra inaugurale del Centre Georges-Pompidou, a Parigi. Da quel momento in poi, il designer moltiplica le collaborazioni inizia a lavorare con Lexon, Seb o Alcatel, in Italia con Magis, in Germania con Back Design, a Hong Kong con Hedworth, ecc…

fonte: http://www.wearecomart.fr/marc-berthier-ou-le-design-accessible-a-tous/

fonte: http://www.wearecomart.fr/marc-berthier-ou-le-design-accessible-a-tous/

Tra i suoi progetti più noti anche la radio Tykho in gomma siliconica multicolore, un progetto del 1998, ridisegnato nel 2016 ed entrato a far parte del Museo di Arte Moderna di New York.