IL DESIGN DELLE COSE: la molletta

Pubblicato il Di in Approfondimenti

La molletta è l’oggetto quotidiano per antonomasia.

Parlando di design delle cose, questo mese è dedicato proprio alla storia di questo piccolo e funzionalismo oggetto, sempre presente nelle case di ognuno di noi.

Photo by Jeremy Dorrough on Unsplash

Tutti conoscono il suo meccanismo, che sfrutta il semplice sistema della leva. Stringendo le estremità superiori della molletta, le due inferiori si aprono. Con il rilascio delle estremità superiori, le due estremità inferiori si richiudono, fornendo la forza necessaria per la tenuta del tessuto sul supporto. Sono tanti i nomi che ruotano intorno all’invenzione di questo oggetto.

Photo by Erik-Jan Leusink on Unsplash

Si dice che la molletta sia stata ideata nel 1853 da David M. Smith di Springfield, il quale pare avesse l’abitudine di pensare ai problemi di ogni giorno, ogni volta che suonava il violino. Fu in uno di questi momenti che ideò la molletta. Un miglioramento di questa prima idea arrivo nel 1887. Pare si tratti di un’aggiunta di Solon E. Moore , il quale brevettò il “fulcro a spirale”. Si tratta di una molla che tiene insieme i pezzi di legno della moletta, costringendoli a chiudersi facendo da fulcro e sul quale le due metà possono oscillare. Un modo che eliminava la necessità di un componente separato e riduceva i costi di produzione.  

Questo modello corrisponde a quello della prima molletta fabbricata e venduta negli Stati Uniti.

Cenni storici sulla molletta

Ogni oggetto ha una storia e anche la molletta ne ha una, che ha attraversa la storia del Novecento. Soprattutto negli Stati Uniti e in particolare lo Stato del Vermont. 

Photo by Erik-Jan Leusink on Unsplash

E’ in questo Stato che visse un’altro personaggio legato all’invenzione della molletta: mister Allan Moor , uno dei dipendenti della USC Co. (azienda produttrice di mollette). Egli nel 1909, inventò un modo per cui le mollette da bucato potevano essere prodotte in modo più economico. Un’opportunità che lo portò a lasciare l’azienda, e con il prestito di un imprenditore, aprire una sua fabbrica per la produzione di mollette: la National Clothespin Company. Questa nuova società rapidamente superò la produzione della USC Co.

Ma dopo la Prima Guerra Mondiale, le importazioni provenienti da Europa cominciarono a invadere il mercato in USA, soprattutto a causa dei modelli importati dalla Svezia. La situazione peggiorò ancora dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando con l’invenzione dell’ asciugatrice ci fu una minore domanda di mollette. Così alla fine del 1940 la USC Co. fu costretta a chiudere i battenti. Mentre la National Clothespin Company, venne venduta a un nuovo proprietario e per ancora un po di tempo, riuscì a rimanere in attività, nonostante un disastroso incendio nel 1978. In tempi più recenti però, il margine di profitto si è ridotto ulteriormente, a causa delle importazioni cinesi a basso costo. Questo ha portato l’azienda ad interrompere la sua produzione di mollette di legno e diversificare la produzione con mollette in plastica ( che prima costituivano solo una piccola parte della produzione complessiva). Ciò nonostante, la società, cessò la produzione dell’ultima molletta americana nel 2009.

Nei racconti legati alla storia della molletta, compare anche il nome degli Shaker, i membri di una setta religiosa americana fondata nel ’700 che a quanto pare sarebbero stati i primi a produrre esemplari di mollette costituiti da poco più di una forcella di legno priva della classica molla. Infine, altro personaggio da ricordare è Jérémie Victor Opdebec, colui che nel 19 ° secolo brevettò la molletta per appendere biancheria  che non utilizza molle, ma è modellata in un unico pezzo.

Mollette: la mostra in Triennale a Milano

Nel 2017, la Triennale di Milano ha dedicato una mostra interessante a questo tema. Mollette da bucato questo era il titolo. L’evento curato da Giulio Iacchetti con Paolo Garberoglio ed Elisa Testori,  portava in esposizione ben 150 esemplari di mollette .

Dalla prima molletta in legno inventata da David M. Smith nel 1853 ai successivi sviluppi .

Prodotti che attraversano epoche, raccontano usi e costumi della vita quotidiana. Esemplari  che indagano la forma ma anche la funzione e i materiali. Perché a oltre al legno e alla plastica ci sono anche le mollette in acciaio inossidabile, materiale che ne hanno migliorato le prestazioni.

Come le Mollette verdi degli anni ’40, prodotte in Giappone in legno e acciaio. O gli esemplari dell’India e del Bangladesh degli Anni 90, fatte con materiali di scarto o quelle della Corea in bambù. Queste mollette erano in mostra a Milano.

C’era anche la molletta in acciaio prodotta in Francia ininterrottamente dalla stessa famiglia dal 1969, ricavata da una striscia continua di acciaio marino. La molletta in legno Two way degli anni ’40 e la molletta in plastica anni ’70 degli USA. Esemplare di molletta “doppia”, tipologia che unisce facilità d’uso e immediatezza perché sempre nel verso giusto e pronta all’uso. 

C’erano le mollette Krokodil degli anni 80, in plastica e acciaio. Uno dei tanti esempi di mollette antropomorfe, con  rimando minimale, nella forma e anche nel nome al coccodrillo. Una tipologia di molletta diffusa soprattutto nell’est dell’Europa. Così  come la molletta Crocodila del 1990, prodotto del Portogallo con i due elementi pinzanti uniti da una fascetta elastica, in una molletta che combina richiamo zoomorfo e simmetria di forma e uso.

Prodotti giocosi, come la molletta in plastica Kaiman, prodotta in Italia. Molto amata anche dai bambini che la usavano per gioco, simbolo del bucato italiano negli anni Settanta.

Esemplari più recenti sono invece, la molletta  Flipper di Paolo Garberoglio e Maurizio Carrara, (pensata per  risolvere il problema di mantenere appaiati i calzini sia in fase di lavaggio che di asciugatura) o la molletta progettata da Marcela Albuquerque e Taciana Silva, espressamente dedicata ai costumi da bagno .

Mollette design: rivisitazioni di un “icona inconsapevole”

In mostra a Milano c’era anche il progetto di Giulio Iacchetti, che nel 2008 disegnò per Coop, una molletta per bucato innovativa in polipropilene. Sono mollette stampate, che escono dallo stampo in formazione “a corolla” composta di 12 pezzi. L’utente stacca i pezzi dalla corolla e interagisce con l’oggetto.

Un prodotto interessante anche perché, non essendo prevista l’aggiunta di una molla metallica, ne dei passaggi industriali come il montaggio e assemblaggio, il costo del prodotto era molto vantaggioso.

Progetto molto più recente è Knijper, un esempio di molletta ergonomica  disegnata dallo studio belga Enthoven Associates per Moerman, premiata nel 2011 dell’Henry van de Velde Awards and Labels. E’ realizzata in materiale plastico e anche in questo caso, priva della tradizionale molla in metallo. Questa molletta sfrutta un meccanismo a balestra indeformabile, che ha sufficiente forza per sostenere il peso del bucato, ma che al tempo stesso richiede un minimo sforzo da parte di chi la usa. La molletta è rivestita all’esterno con un materiale soft-touch, che la rende piacevole al tatto e migliora il grip. Lo stesso materiale riveste anche l’ interno così non lascia  segni sul tessuto.

La molletta è un prodotto interessante in chiave design, tanto che è stato reinterpretato da designer di tutto il mondo. Ne è un esempio Clip gialla, del designer indiano Paul Sandip, premiato con il Red Dot Award nel 2010. Un progetto nato nel tentativo di ridefinire un oggetto banale e allo stesso tempo evocare consapevolezza ecologica e responsabilità. Un concetto che si esprime attraverso maggiore durata di Clip. In questo modo si riducono i rifiuti in plastica e si risparmia l’ energia che sarebbe stata necessaria per produrne uno nuovo.

Molletta per Arredare

La Molletta è anche un progetto di arredo, si tratta della panca in legno massello di cedro profumato di Riva1920, disegnata da BALDESSARI E BALDESSARI.

La seduta è ricavata da un blocco unico di legno lavorato ma lasciato completamente al naturale, rifinito a mano senza alcun trattamento. Così eventuali movimenti, crepe e mutamenti nelle condizioni del legno diventano caratteristica imprescindibile della Molletta e sono da imputare al naturale assestamento e alle diverse condizioni ambientali.

E’ un prodotto di design scultoreo, prodotto in tre diverse dimensioni: Mollettina, Molletta Medium e Molletta. Un’omaggio in grande scala a questo piccolo accessorio.