Alvisi Kirimoto completa un rifugio immerso nelle vigne del Nord Italia

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Tra castelli, borghi e vigne del Nord Italia, Alvisi Kirimoto firma il progetto di recupero e ampliamento di Villa K — un rifugio immerso in un terreno collinare di due ettari, che celebra il paesaggio e si confonde tra le sue linee sinuose. Il complesso si sviluppa su un’area di 910 mq e si compone di due volumi esistenti dai caratteri tipici dell’architettura rurale, e di un piccolo corpo aggiunto, cui si alternano una serie di spazi all’aperto.

Il progetto parte dal paesaggio per la definizione del nuovo ingresso e delle visuali da privilegiare nella disposizione dei nuovi elementi. Tra questi, l’addizione in legno, che amplia la zona giorno e sembra dissolversi tra i vigneti; i terrazzamenti per gli orti e le aree verdi dedicate allo sport; la grande piscina a sfioro con vista mozzafiato sull’intera vallata, corredata da un elegante deck in legno che ospita la zona solarium.

Le grandi alberature vengono preservate per favorire l’ombreggiamento delle aree pavimentate in pietra locale che si estendono tra i due fabbricati. Dal cancello di accesso, la stradina in ghiaia e il camminamento in ciottoli di pietra Luserna guidano verso il volume principale e le camere con ingresso indipendente. Gli ambienti di servizio più funzionali come il parcheggio sotterraneo, invece, sono nascosti alla vista e inglobati nel piano interrato.

Cuore dell’intervento, è l’ampliamento in legno che estende la zona living dell’edificio principale. Trasparente e leggero, il volume si dichiara formalmente e al tempo stesso dialoga rispettosamente con la preesistenza, confondendosi in lontananza con il paesaggio circostante. L’uso di materiali naturali come la pavimentazione in listoni di rovere naturale, il colore chiaro delle pareti e del soffitto, le ampie vetrate, ne rendono gli interni luminosi e minimal. La struttura, isolata e rivestita da listelli in legno di cedro, presenta un passo regolare che aumenta in prossimità dell’esterno, fino a trasformarsi in un pergolato. Affacciato sul giardino e sulla piscina panoramica, il porticato ospita un’area BBQ e forno pizza, ed è attrezzato con un grande tavolo in teak per trascorrere piacevolmente le giornate estive.
L’outdoor si presenta quindi totalmente rinnovato, con una spazialità dinamica e articolata, composta da tante sfaccettature, che fa sì che la villa appare sempre diversa a seconda dei punti di vista.

Un impianto geometrico chiaro riprende le volumetrie originarie e favorisce uno schema distributivo proiettato verso l’esterno:

“L’elemento naturale ha ispirato moltissimo la genesi del progetto: l’idea era di comporre un unico spazio permeabile tra dentro e fuori, affinché la struttura emergesse dalle colline come una perla nascosta, e l’energia prorompente del paesaggio fosse apprezzabile da ogni angolo della casa”
— commentano gli architetti Massimo Alvisi e Junko Kirimoto.

Dell’antico complesso sono stati conservati il passo strutturale, il ritmo delle aperture e la consistenza muraria delle antiche case rurali, cui si affiancano le integrazioni in materiali naturali, che donano continuità tra dentro e fuori. Le generose superfici vetrate amplificano il senso di apertura, pur mantenendo la privacy degli ambienti domestici.

L’ampliamento al piano interrato del corpo principale ruota attorno a un nuovo patio verde, favorendo l’illuminazione naturale degli ambienti che qui si affacciano. Rivestito in mattoncini di pietra locale, con pavimentazione in ghiaietto e camminamenti in pietra, si presenta come uno spazio aperto più raccolto, a servizio dei nuovi ambienti.
L’edificio principale si sviluppa su tre livelli e ospita al piano terra la cucina, la zona pranzo e un ampio soggiorno, proteso verso l’esterno grazie al volume aggiunto in legno.

A scandire gli ambienti, separando la zona pranzo dal soggiorno, un camino bifacciale a gas appeso al soffitto e realizzato interamente in ferro. Il primo piano accoglie la camera padronale, con la cabina armadio e il bagno in stretta connessione con l’esterno grazie al sistema di aperture originarie. Nel piano seminterrato si trovano, oltre ai servizi, la cantina di vini, che ospita la collezione privata dei proprietari di oltre 3.000 bottiglie, e due suites, cui si accede dall’esterno o dal piano terra attraverso la nuova scala in ferro e pietra che collega i vari livelli del casale.


La prima suite si caratterizza per il soffitto con le originarie voltine in mattoni rossi e una grande arcata chiusa in ferro e vetro, che separa la zona notte dal salottino privato. Affacciata verso il patio è dotata di accesso indipendente dall’esterno.
L’altra suite, dalle linee più contemporanee, si configura come ampio loft con zona notte e bagno dedicato, in continuità visiva con il salottino. L’accesso avviene dall’esterno, attraverso il piccolo vialetto in ciottoli di pietra grigia locale che conduce alla piscina e all’area dell’orto.


Il progetto si compone di un altro fabbricato minore distribuito su due piani, che comprende altre tre suites — due camere al piano superiore e un piccolo loft al piano inferiore, ciascuna con accesso indipendente dall’esterno.


Reinterpretando il territorio in chiave contemporanea, gli interni sono caldi e accoglienti, ma al tempo stesso eleganti e minimali. L’uso abbondante di materiali naturali, si alterna al mix eterogeneo di arredi su misura, mobili dal design nordico e numerose opere d’arte.
Per il pavimento dei livelli inferiori è stata utilizzata una finitura in micro cemento color grigio; al piano terra una pietra locale grigia; e al piano superiore e nel volume in legno il parquet in rovere naturale.
Ai piani inferiori e al piano terra del fabbricato principale sono state adottate pareti bianche e soffitto in mattoncini, mentre al primo piano pareti e soffitti bianchi per il corpo principale, e soffitti con travi in legno a vista pitturate bianche in quello più piccolo.


Lontano dal trambusto cittadino, Alvisi Kirimoto realizza un casale valorizzando la dimensione più autentica dell’abitare. Un’oasi di relax tra fascino rurale e soluzioni contemporanee.

Photo credts@©Marco Cappelletti