A poco più di un anno dalla scomparsa di Rodolfo Dordoni (1954–2023), prende vita a Milano la Fondazione Rodolfo Dordoni, un’istituzione culturale nata per preservare, valorizzare e diffondere il patrimonio progettuale, artistico e intellettuale di una delle figure più influenti del design italiano contemporaneo.
Con sede in via Bramante, la Fondazione si propone come un nuovo spazio dedicato allo studio, alla ricerca e al dialogo tra passato, presente e futuro del progetto. Un luogo vivo, aperto al confronto tra generazioni e discipline, che vuole mantenere accesa la visione progettuale misurata, elegante e luminosa che ha sempre caratterizzato il lavoro di Dordoni.
«Questa Fondazione nasce per preservare e raccontare non solo l’opera di Rodolfo Dordoni, ma il suo modo di abitare il mondo», spiega il Presidente e Fondatore Gordon Guillaumier. «Il rigore del pensiero, l’equilibrio della forma, la grazia nei gesti, la gentilezza ed eleganza che facevano parte del suo essere: tutto questo si rifletteva nella sua visione progettuale».
Un’eredità senza tempo
Rodolfo Dordoni ha segnato profondamente il panorama del design italiano con il suo approccio discreto e razionale, unendo rigore tecnico, ricerca formale e profonda conoscenza dei materiali. La sua capacità di ascolto e il suo stile posato gli hanno permesso di instaurare collaborazioni durature con alcuni dei brand più iconici del settore, tra cui Minotti, Cassina, Molteni&C, Roda, Cappellini, Flos, Foscarini e Kartell.
La sua carriera, costellata di riconoscimenti – dal Premio Nazionale per l’Innovazione (2011) alla Menzione d’Onore al XXIII Compasso d’Oro (2014) – è stata guidata da una coerenza progettuale rara, capace di coniugare funzionalità, equilibrio compositivo e un’estetica senza tempo. Dal 1997 fino alla sua scomparsa, Dordoni è stato direttore artistico di Minotti, contribuendo in modo decisivo all’identità visiva e progettuale dell’azienda. Dal 2006 ha inoltre guidato la direzione creativa di Roda.
La missione della Fondazione
La Fondazione Rodolfo Dordoni si propone di custodire e tramandare la sua eredità progettuale, ma anche di stimolare la crescita culturale e professionale di nuove generazioni di designer attraverso iniziative concrete: dalla creazione di un sito web e un archivio digitale e fisico, alla pubblicazione di un catalogo ragionato delle opere, fino all’organizzazione di workshop, conferenze, mostre e programmi di sostegno economico per studenti e ricercatori.
L’obiettivo è trasformare la Fondazione in un punto di riferimento per lo studio e la promozione del design e dell’architettura, con una programmazione capace di ispirare nuove riflessioni e traiettorie creative.
A supportare le attività, oltre al Consiglio Direttivo presieduto da Gordon Guillaumier, anche un Comitato Scientifico multidisciplinare composto da Rudi von Wedel, Gabriella Zecca ed Enrico Morteo, che avrà il compito di sviluppare linee di ricerca e progetti culturali di respiro internazionale.
Un segno grafico di equilibrio e chiarezza
La cura visiva della Fondazione è stata affidata ad Alberto Moreu dello studio Multi Form, con l’intento di tradurre visivamente l’equilibrio e il garbo che hanno sempre caratterizzato il lavoro di Dordoni.
Un luogo di pensiero e trasmissione
In un mondo del progetto in continua evoluzione, la Fondazione Rodolfo Dordoni si presenta come luogo di pensiero, memoria e dialogo, con l’ambizione di mantenere vivo l’impatto culturale di un grande maestro del design e di offrire nuove chiavi di lettura per il futuro.
Un invito, soprattutto alle nuove generazioni, a scoprire e lasciarsi ispirare da quella misura gentile e da quella visione luminosa che continuano a parlare, oggi più che mai, con sorprendente attualità.