Ozmo ad Aosta: la stele preistorica diventa arte urbana contemporanea

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Aosta riscopre le sue radici preistoriche grazie all’intervento di Ozmo, pioniere della street art italiana, che ha realizzato un nuovo murale sulla parete della Scuola Cerlogne, in corso Saint Martin de Corléans. L’opera, inaugurata l’11 settembre 2025, raffigura la Stele 3 Sud, figura antropomorfa risalente al terzo millennio a.C., oggi conservata al MegaMuseo – Museo Archeologico Contemporaneo.

L’intervento si inserisce nel programma di AOSTAE 2025, palinsesto di eventi organizzato per celebrare i 2050 anni dalla fondazione della città. Il Comune di Aosta ha affidato all’artista toscano, pseudonimo di Gionata Gesi (Pontedera, 1975), un progetto diffuso di arte urbana che connette passato e presente.

L’archeologia incontra l’intelligenza artificiale

La stele raffigurata da Ozmo non è una semplice citazione archeologica. L’artista l’ha restaurata digitalmente con l’aiuto dell’Intelligenza Artificiale, restituendole l’aspetto che poteva avere nel momento della sua creazione: una figura possente e sacra, ancora immersa nel suo contesto originario. Con corpetto decorato, cintura, vesti, braccia e mani anatomiche, la stele assume una presenza eroica, quasi divina, proiettata sulla parete scolastica come simbolo vivo e pulsante.

“La mia è una ricostruzione poetica, non scientifica” – afferma Ozmo – “un lavoro nato da studi specifici sul sito archeologico e da un confronto con le guide e la direzione del museo, ma pensato per dialogare con il presente. Volevo che l’arte contemporanea si riconnettesse alla memoria ancestrale, trasformando lo spazio urbano in un luogo di riflessione sul tempo profondo.”

Un dialogo tra generazioni, epoche e linguaggi

Il murale della Stele 3 Sud assume un valore simbolico ancora più forte per la sua collocazione: la Scuola Cerlogne sorge infatti nei pressi dell’area megalitica di Aosta, una delle più antiche testimonianze spirituali d’Europa. In questo modo, l’opera diventa un ponte tra epoche, capace di connettere i bambini e i ragazzi che attraversano quel luogo ogni giorno con le radici preistoriche della città.

Un progetto urbano corale per raccontare l’identità di Aosta

Dopo la rappresentazione di Giano Bifronte sulla facciata della Scuola Primaria “Giovanni Pezzoli”, Ozmo prosegue con un itinerario artistico urbano che attraversa il paesaggio e la storia di Aosta. Per la prima volta in Italia, un progetto di arte pubblica di questa portata viene affidato a un unico artista. Le sue opere trasformano le facciate cittadine in superfici narrative capaci di connettere natura alpina, memoria archeologica e identità di confine.

Ogni murale è parte di una regia diffusa, pensata per far emergere ciò che è già presente – ma spesso invisibile – nello spazio urbano. Non si tratta di introdurre messaggi esterni, ma di attivare un dialogo con la memoria del luogo e con la comunità che lo abita.

Un nuovo sguardo sul patrimonio urbano

Con questo intervento, Aosta sperimenta un nuovo modo di valorizzare il proprio patrimonio storico e culturale, attraverso un linguaggio artistico accessibile e contemporaneo. L’arte urbana non è decorazione, ma un modo per attivare riflessioni, generare connessioni, e far affiorare domande sul tempo, sulla memoria e sull’identità collettiva.

La Stele 3 Sud, tornata alla luce in una forma rinnovata e poetica, diventa così il simbolo di un passato che non è mai davvero passato: vive nei luoghi, nei corpi, negli sguardi. E oggi si offre alla città in una nuova forma, grande, fiera, visibile.