Immersa tra le colline dei Castelli Romani, a pochi passi dalla storica Villa Grazioli, una villa progettata negli anni Sessanta torna a nuova vita grazie al lavoro di STUDIOTAMAT. Il recupero firmato dallo studio romano trasporta la residenza in una dimensione sospesa tra passato e presente, dove il linguaggio modernista originario dialoga con un’estetica contemporanea e senza tempo.

L’abitazione, costruita da una coppia di viaggiatori come rifugio per le vacanze, trae ispirazione dall’architettura usoniana di Frank Lloyd Wright: linee essenziali, pianta regolare, materiali naturali che si fondono armoniosamente con il paesaggio. Oggi, la casa accoglie una giovane famiglia — Daniele, dirigente nel settore tech, e Sara, managing director di una società di consulenza, insieme alle tre figlie Fiamma, Sole e Celeste — che ha scelto questo luogo per coniugare la quiete della natura con la vicinanza a Roma.


“Abbiamo voluto rispettare l’anima originaria della villa, reinterpretandola con leggerezza”, racconta Matteo Soddu, co-fondatore di STUDIOTAMAT. “Molti elementi architettonici originali sono diventati spunto per i nuovi arredi: penso alle vetrate della cucina e allo studio al piano superiore, accomunati dal motivo romboidale delle inferriate anni Cinquanta. È stato un lavoro di equilibrio tra stimolo e quiete”.
Un equilibrio tra storia e contemporaneità
Il progetto si fonda su una filosofia di continuità materica e spaziale. Le pareti in pietra, i mattoni a vista, il legno e il cemento sono stati conservati e reinterpretati attraverso accostamenti capaci di valorizzare la luce naturale e amplificare la sensazione di apertura. Gli ambienti interni sono stati ridisegnati per eliminare corridoi e spazi di servizio, ottenendo una maggiore fluidità visiva e funzionale.




All’ingresso, un armadio su misura rivestito con il tessuto “Viceversa Monet” de L’Opificio, rifinito da bordature in noce Tanganika, introduce con eleganza la cifra sartoriale del progetto. Il portone originale in legno di faggio, restaurato insieme agli infissi, mantiene intatto il legame con la memoria del luogo.


Il living e la sala da pranzo sono scanditi da pareti in pietra che integrano i camini originali, restituendo all’ambiente un senso di convivialità e calore domestico. Protagonista dello spazio è la scala ellittica centrale, che organizza simmetricamente la zona giorno e diventa il cuore visivo della casa.

Materiali, luce e design
A est, il soggiorno accoglie due grandi divani e un camino integrato nella parete in pietra; a ovest, si apre la grande cucina americana di 40 mq, con un’imponente isola in Travertino Rosso Persiano realizzata su misura, dotata di fuochi, piastra teppanyaki e cappa integrata.


Una panca sottofinestra definisce il dining nook, spazio intimo per i pranzi quotidiani, mentre pannelli a scomparsa celano dispense e passaggi verso le aree di servizio. Una vetrata a tutta altezza verniciata a polvere separa delicatamente la cucina dalla zona pranzo, amplificando la luminosità naturale.

Gli arredi raccontano il carattere eclettico dei proprietari: i divani Marenco per Arflex dialogano con i pouf/coffe table Rammendi di Punto Zero e Plastiz, mentre le sedie Cesca di Marcel Breuer per Knoll completano il tavolo “Big” di Punto Zero, realizzato in una versione speciale laccata super lucida. Il risultato è un insieme armonico e vibrante, in cui materiali e riflessi si fondono con la luce del giorno.
Piani superiori: intimità e colore
Al piano superiore, il pavimento in rovere posato “a sorella” e il percorso continuo in resina color crema creano un’atmosfera calda e avvolgente. Lo studio di Sara, con affaccio sulla terrazza principale, è definito da una grande vetrata su misura e da un soffitto dipinto in Tuscan Red di Little Greene, che dona profondità e intimità allo spazio.


Nella camera padronale, la carta da parati Colony nasconde l’accesso al bagno en suite, concepito come un piccolo rifugio privato, con vasca e lavabo in marmo arabescato. Le camere delle bambine riflettono le loro personalità, tra velluti colorati de L’Opificio e carte da parati Disney Home, interpretate con gusto sofisticato. Il bagno condiviso, con lavabi Valdama e rivestimenti Tivoli di Cristina Celestino per Fornace Brioni, funge da passaggio elegante e funzionale tra gli spazi.




All’ultimo piano, la mansarda si apre a una vista mozzafiato su Roma e accoglie un ambiente dedicato al relax familiare, con pavimento in gomma terracotta di Artigo e area cinema-giochi per le bambine: un luogo informale e accogliente, perfetto per i mesi invernali.

Un racconto di armonia
In questo progetto, STUDIOTAMAT interpreta il genius loci con una sensibilità progettuale che unisce memoria, materia e contemporaneità. Ogni dettaglio – dal restauro del legno al disegno su misura degli arredi – contribuisce a un racconto coerente, in cui gli spazi non sono semplicemente abitati, ma diventano protagonisti della vita di chi li vive.