A Roma, nel cuore di Trastevere, STUDIOTAMAT firma il progetto di ristrutturazione di un villino liberty celato nella corte interna di un palazzo di fine Ottocento lungo Viale di Trastevere. Una vera gemma nascosta che lo studio ha saputo trasformare in un rifugio urbano su misura per una coppia. L’origine di questo spazio è avvolta nel mistero: secondo la memoria del quartiere, potrebbe essere stata la casa del custode della vecchia stazione, oppure uno studio medico.

Recupero e valorizzazione degli elementi originali
Il progetto si sviluppa su tre livelli per un totale di 80 mq, culminando in una terrazza panoramica immersa nel verde. La ristrutturazione ha posto grande attenzione al recupero degli elementi architettonici originali, in particolare la veranda d’ingresso con i suoi vetri cattedrale colorati – verde, rosa e giallo.


Il restauro ha richiesto un approccio filologico e funzionale: il disegno originale è stato rispettato, mentre la struttura è stata sostituita con un telaio in acciaio e vetro a controllo solare. L’eliminazione della porta-finestra che la separava dall’interno ha trasformato la veranda in una vera estensione della casa, ora dedicata alla zona pranzo luminosa che cambia atmosfera con la luce naturale nel corso della giornata.


Una nuova distribuzione degli spazi
La riorganizzazione degli spazi interni ha permesso di superare le limitazioni della precedente scala a chiocciola, migliorando la funzionalità e la percezione dell’abitazione.


Lo spostamento dell’angolo cottura accanto alla veranda ha reso possibile l’inserimento di una scala a andamento alternato in legno di castagno, con il primo gradino in marmo Verde Alpi che funge da base scultorea per una libreria su misura. Un volume contenitore adiacente, sempre in castagno ma con ante specchiate, integra la lavanderia nascosta e amplia la prospettiva visiva.
Living a doppia altezza e dettagli sartoriali
Il living si apre grazie a una grande vetrata a doppia altezza che incornicia i giardini circostanti e dialoga con le iconiche sospensioni Falkland di Bruno Munari.


La cucina su misura è priva di pensili, con top in marmo Verde Alpi e ante sfumate dal nero al terracotta, in armonia con il pavimento in cotto originale sapientemente recuperato. Un volume blu intenso definisce i servizi al piano terra, integrando colonne frigo e dispensa su un lato e un antibagno funzionale sull’altro.

Dettagli materici e soluzioni visive raffinate
Il volume cromatico blu prosegue nel soppalco e al piano superiore, dove definisce il bagno padronale arredato con elementi Nouveau di Ex.t. La doccia rivestita con piastrelle Mater di Patricia Urquiola per Mutina e la rubinetteria firmata Formafantasma per Quadro Design arricchiscono lo spazio con texture ricercate.

Una porzione del pavimento del soppalco in vetro strutturale apre scorci sul livello inferiore, mentre il soffitto con pannelli specchiati amplifica visivamente il volume blu, creando un effetto prospettico di grande impatto.


Il parquet scelto per il resto del soppalco è il Foret di Oscar Ono Paris, disegnato da Raphael Navot, una rilettura elegante delle pavimentazioni storiche di Parigi e della Roma antica. Il letto, realizzato su misura con cassetti integrati e finitura sfumata, riprende i toni della cucina, creando un filo conduttore visivo.


Spazi verticali e terrazza integrata nel verde
Una seconda scala a chiocciola in ferro lasciato grezzo e gradini in ciliegio collega la zona notte con il livello superiore, dove si trova lo studio.

Una parete vetrata ispirata alla veranda, con vetri trasparenti e cannettati alternati, scherma elegantemente i servizi: la porta d’accesso funge da quinta per la doccia, mentre il lavabo in marmo Verde Alpi attraversa il vetro diventando piano d’appoggio.

All’esterno, la terrazza con pavimentazione in pietra compattata gioca su due tonalità di verde, fondendosi con la vegetazione e richiamando i materiali interni.
Un progetto di sottrazione e coerenza visiva
“È stato prima di tutto un lavoro di sottrazione, necessario per dare respiro ai piccoli ambienti. Abbiamo conservato la struttura essenziale e i pavimenti in cotto, enfatizzando il volume blu dei servizi, il cui riflesso sul soffitto specchiato dona una sensazione di infinito. Il linguaggio coerente nasce dall’uso di volumi puri, trasparenze strategiche e un attento fil rouge materico.”
– Matteo Soddu, co-fondatore di STUDIOTAMAT.

Un dialogo con la Trastevere più autentica
Incastonato nella Trastevere autentica, il progetto di STUDIOTAMAT riesce a cogliere l’anima del quartiere, capace di celare dietro facciate discrete piccole meraviglie architettoniche. Questo villino liberty riscoperto diventa così un rifugio prezioso e contemporaneo, che dialoga con la storia e il tessuto urbano di Roma attraverso una rilettura raffinata di spazi, luci e materiali.