Movimento Gallery presenta UNDATED, la nuova collezione di tavoli in marmo firmata da Naessi Studio, un progetto che indaga la tensione tra gesto contemporaneo e memoria archetipica, tra l’atto del fare e la permanenza della materia. Un dialogo continuo, quasi rituale, fra il tempo breve dell’intervento umano e il tempo lungo della pietra.
La collezione si articola in tre modelli — rettangolare, ovale e rotondo — ed è pensata come un omaggio alla scultura e alla tradizione lapidea italiana. Il linguaggio è essenziale, meditativo, costruito attraverso proporzioni pure e volumi che sembrano emergere dalla materia più che essere imposti su di essa.



Il ritmo delle forme e la trasparenza della struttura
Elemento distintivo della collezione è la presenza delle gambe doppie, accostate tra loro, caratterizzate da una sezione circolare che definisce un equilibrio rigoroso e leggero allo stesso tempo.
Una sequenza di pieni e vuoti sostiene il piano e ne attraversa visivamente la superficie, lasciando intravedere la geometria del cilindro anche nella parte superiore. È un gesto che rivela la struttura, anziché nasconderla, e restituisce al tavolo un’identità quasi architettonica.

Come raccontano Eleonora Carbone e Alessandro D’Angeli, fondatori di Naessi Studio:
“La forma, per noi, nasce dall’ascolto. Non è un atto di imposizione, ma un dialogo con la materia. Ogni segno, ogni volume, è il risultato di una tensione che la pietra stessa suggerisce.”
Materia viva, luce e memoria
Realizzata in travertino e arabescato orobico grigio, la collezione UNDATED fa del marmo il proprio principio generativo. Materia viva, segnata dal tempo e attraversata dalla luce, la pietra diventa un mezzo per raccontare una Roma simbolica e profonda: il suo genius loci, la sua stratificazione, la sua capacità di trasformare la memoria in presenza.

Il nome stesso della collezione — UNDATED — rimanda a una temporalità sospesa, non fissata. Sono oggetti che sfuggono alla catalogazione, in cui antico e contemporaneo convivono senza gerarchie. È una riflessione sul potere della forma di mantenersi stabile pur attraversando epoche e interpretazioni.
Un incontro curatoriale che genera senso
Il progetto nasce dal dialogo tra la poetica materica di Naessi Studio e l’approccio curatoriale di Movimento Gallery, realtà che interpreta il collectible design come un campo aperto, fluido, in trasformazione. La galleria, guidata da una visione narrativa e sperimentale, si distingue per la capacità di far interagire artigianato, ricerca e pensiero concettuale.


Spiega Salvatore Morales, co-founder di Movimento Gallery:
“Quando abbiamo incontrato Naessi Studio, siamo rimasti affascinati dalla profondità della loro ricerca progettuale e abbiamo riconosciuto subito una sensibilità affine: la capacità di far emergere un linguaggio autentico e di creare un dialogo intenso tra forma e tempo. Nella collezione UNDATED ritroviamo molti dei temi che guidano la visione di Movimento Gallery: un progetto che non si limita a esprimere un’estetica, ma apre uno spazio di riflessione sul senso stesso del fare design oggi.”
L’antico che vive nel contemporaneo
UNDATED diventa così un racconto condiviso, in cui passato e presente dialogano nella stessa presenza materica. Ogni pezzo è un frammento di continuità, una forma che non cerca la perfezione ma la verità della pietra.

Come affermano ancora Carbone e D’Angeli:
“Non cerchiamo la perfezione, ma la verità della materia. Ogni superficie è una traccia. Le proporzioni evocano frammenti di architettura antica: non per ricostruirli, ma per farli vivere di nuovo, in un altro presente.”