Verum inaugura a Milano uno showroom come dispositivo narrativo dello spazio

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Nel cuore di Brera, in Corso Garibaldi 125, apre il primo showroom di Verum, un progetto firmato da studio wok che supera la concezione tradizionale di ambiente espositivo. L’architettura dello spazio non si limita a mostrare prodotti: diventa un luogo di dialogo e collaborazione, pensato per far incontrare l’azienda con progettisti, architetti e clienti, e trasformare la fruizione in un’esperienza narrativa e modulare.

Uno spazio pensato come percorso

L’ingresso accoglie i visitatori con una parete in legno di pioppo traforata, il cui pattern regolare di fori permette una presentazione flessibile della collezione, mantenendo un’estetica ordinata e continua. Questo elemento introduce il concetto di modularità e flessibilità che caratterizza l’intero progetto.

Al centro, la sala principale è definita da una parete con telaio sospeso che integra il sistema di binari IRONLEV, un brevetto proprietario di Verum. Rivestita in laminato metallico e illuminata da un reticolo di tubolari LED, la parete è mobile e consente di modulare la dimensione e la gerarchia dello spazio, collegando l’ambiente centrale con le due sale laterali e variando i percorsi interni.

Dialogo tra architettura, materia e tecnologia

Il progetto, sotto la direzione creativa di Alessandro Stabile, si configura come un luogo in cui l’architettura diventa linguaggio narrativo. Materiali diversi — legno, laminati metallici, illuminazione lineare — interagiscono per definire gerarchie spaziali e percorsi visivi. Ogni elemento contribuisce a modulare lo spazio, alternando momenti di apertura e chiusura, intimità e relazione.

L’apertura dello showroom è l’occasione per presentare anche alcune nuove maniglie di Verum, parte di un percorso progettuale più ampio. Tra queste, i modelli Gala e Miles della collezione senza rosetta Nuda, firmati da Studio Klass, e le maniglie Biscia, Biscione e Verso progettate da studio wok. Più che oggetti esposti, le maniglie diventano parte integrante dello spazio, inserite nelle pareti modulari e nelle sequenze visive che guidano il percorso del visitatore.

Uno showroom come dispositivo narrativo

L’intera composizione dello spazio riflette un approccio coerente: l’ingresso introduce, il cuore centrale si trasforma e le aree laterali ampliano le possibilità di fruizione. La combinazione tra materiali, luci e percorsi rende l’esperienza modulare e dinamica, permettendo di reinterpretare lo spazio per eventi, interazioni o esposizioni temporanee.

Il risultato è un ambiente in cui architettura, materia, tecnologia e oggetti diventano linguaggio comune, offrendo un’esperienza immersiva che racconta il pensiero progettuale dell’azienda e valorizza le relazioni con progettisti, architetti e visitatori.