La galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea inaugura un nuovo doppio appuntamento espositivo che intreccia lirismo, riflessione e sperimentazione visiva. Nella sede milanese, si apre infatti “L’ultimo segreto”, prima mostra personale di Jacopo Ginanneschi, a cura di Ivan Quaroni, affiancata nella Magic Bus, la project room della galleria, dalla personale di Giuseppe Veneziano, “Piazze d’Italia”, anch’essa curata da Quaroni.
Jacopo Ginanneschi – L’ultimo segreto
“L’ultimo segreto”, titolo tratto dalla poesia I limoni di Eugenio Montale, evoca un’idea di svelamento, di verità che si manifesta solo nel silenzio e nella contemplazione. È una chiave poetica che introduce l’universo pittorico di Ginanneschi, fatto di paesaggi sospesi e figure dal valore quasi sacrale, in cui la realtà si apre all’invisibile.

La mostra raccoglie opere recenti, in gran parte inedite, che testimoniano un percorso pittorico solido e visionario. La pittura di Ginanneschi invita lo spettatore a un tempo lento di osservazione, a una percezione meditativa in cui la forma e il silenzio diventano strumenti di conoscenza. Le sue tele, attraversate da una tensione lirica, rimandano tanto ai Primitivi toscani del Trecento e Quattrocento, quanto agli artisti della Metafisica e del Realismo Magico del Novecento.

Attraverso il paesaggio e la figura, Ginanneschi cerca di cogliere il momento in cui le cose rivelano il loro significato più profondo — quell’“ultimo segreto” che Montale suggeriva come la vibrazione nascosta del mondo.
Giuseppe Veneziano – Piazze d’Italia
Nella Magic Bus, lo spazio della galleria dedicato alla sperimentazione e ai linguaggi emergenti, è invece protagonista Giuseppe Veneziano con la mostra “Piazze d’Italia”, un nuovo capitolo nella ricerca dell’artista siciliano, da sempre impegnato nel dialogo tra linguaggio pop, cultura visiva contemporanea e storia dell’arte.

Il titolo rimanda direttamente alla celebre serie di Giorgio De Chirico, ma la citazione diventa qui occasione per una reinvenzione postmoderna. Veneziano rilegge la struttura compositiva delle piazze dechirichiane, popolandole con le opere più iconiche di artisti contemporanei viventi, come Maurizio Cattelan, Michelangelo Pistoletto e Mimmo Paladino.
Come in un atlante visivo del nostro tempo, Piazze d’Italia si muove tra citazione e parodia, memoria e ironia, creando un cortocircuito tra l’enigma esistenziale della Metafisica e la fenomenologia spettacolare dell’arte contemporanea.

Con queste due mostre, Antonio Colombo Arte Contemporanea propone un dialogo tra epoche, linguaggi e sensibilità, in cui la pittura torna a essere strumento di interrogazione poetica e critica del reale: da un lato la ricerca di Ginanneschi sul mistero e sulla rivelazione silenziosa, dall’altro la visione di Veneziano che, con lucidità e ironia, osserva il presente attraverso le lenti del mito artistico.