Design in a Real World: quando la materia racconta il territorio

Pubblicato il Di in Eventi

Ospitata nella cornice elegante di Villa Marie, in provincia di Lucca, Design in a Real World è la mostra che inaugura il percorso di VESTIGIA, una nuova realtà dedicata al collectible design e all’arte contemporanea. Curata dal designer Jonathan Bocca, la mostra è un inno alla lentezza, alla materia, al legame profondo tra progetto e luogo.

VESTIGIA nasce con l’obiettivo di creare connessioni autentiche tra oggetti, persone e territori, promuovendo un design che dialoga con l’artigianato e con le tradizioni della Toscana. La mostra, visitabile liberamente l’8 e il 9 giugno e poi su appuntamento fino al 28 settembre, celebra infatti un approccio locale, riflessivo, lontano dalla frenesia urbana e industriale.

Il “mondo reale” del titolo è quello della vita fuori dai grandi centri, dove la progettazione si nutre di tempo, relazioni e saperi antichi. Qui il design non è solo prodotto, ma processo: ogni opera esposta rivela la bellezza che nasce dalla lavorazione, dalla materia scelta, dalla sperimentazione tecnica.

Il curatore Jonathan Bocca, toscano d’origine, sottolinea il carattere materico e impermanente delle opere, esposte perlopiù all’aperto, negli spazi di una villa settecentesca restaurata con cura dai proprietari Marleen e Luc Van Marcke. L’intervento critico della curatrice Federica Sala guida il visitatore attraverso i lavori, raccogliendoli per temi affini, quasi a restituire una mappa narrativa del rapporto fra artigianato e visione contemporanea.

Tra le opere più emblematiche, la lampada Camelia e la scultura interattiva Labirinto di Bocca, entrambe realizzate con materiali di recupero provenienti dall’ex frutteto della villa. Nella piscina, l’installazione poetica Fluid Identity di Sara Ricciardi e Luca Turelli invita alla trasformazione, mentre la collezione Crisalide di Cosimo Bonciani, il monolite riflettente Lunae di FMM Design, o lo specchio Oculus Celestia di Costantino Gucci evocano equilibri tra forza e fragilità, luce e materia.

La mostra si muove con grazia tra ceramiche, metalli, vetri, legni e materiali di recupero, mescolando pezzi unici, prototipi, autoproduzioni e collezioni inedite nate in collaborazione con artigiani locali. Tutto si tiene nel ritmo lento del “fare” consapevole, del gesto che lascia traccia.

Proprio da qui prende il nome VESTIGIA: impronta, ricordo, eco di un gesto. Un progetto che affonda le radici nella storia e guarda al futuro con lo sguardo di chi sa che ogni oggetto può custodire un frammento di umanità.