Fabio Mauri in Triennale Milano: il tema dell’oppressione apre le celebrazioni del centenario

Pubblicato il Di in Eventi

L’Associazione Genesi dedica a Fabio Mauri (Roma, 1926 – 2009) una mostra che esplora il tema dell’oppressione, inaugurando le celebrazioni per il centenario della sua nascita previste nel 2026. L’esposizione si tiene a Milano, città a cui l’artista fu profondamente legato, e segna l’inizio di un ciclo di eventi che includeranno grandi retrospettive itineranti e la pubblicazione del catalogo generale delle opere.

Curata da Ilaria Bernardi in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri – Associazione per l’Arte L’Esperimento del Mondo, la mostra si concentra su un nucleo di opere realizzate tra la fine degli anni Sessanta e gli anni Duemila, che rivelano l’attualità del lavoro di Mauri e la sua capacità di indagare i meccanismi dell’oppressione culturale, identitaria e ideologica. La scelta delle opere consente di ripercorrere la carriera dell’artista, evidenziando la tensione tra dimensione individuale e collettiva, simbolo e documento, etica e storia.

Opere storiche e contemporanee

Tra i lavori storici in mostra, Amore mio (1970) affronta il tema della morte in una installazione mai più esposta in Italia dopo la sua prima presentazione a Montepulciano. Manipolazione di Cultura (1974) e Europa bombardata (1978) mettono in luce il rapporto tra immagini, ideologia e potere, mentre I numeri malefici (1978), presentata alla Biennale di Venezia e ora conservata al Castello di Rivoli, indaga l’errore, il giudizio e la Storia come materia di riflessione critica.

Le opere più tarde, come Ricostruzione della memoria a percezione spenta (1988), Cina ASIA Nuova (1996) e Rebibbia (2007), confermano la capacità di Mauri di leggere ogni forma di sopruso, anche quella più individuale, come parte di un tessuto storico e sociale più ampio.

Esperienza educativa e partecipativa

La mostra è anche un’occasione di esperienza partecipativa: Genesi ha previsto visite guidate, workshop e incontri educativi destinati a un pubblico di tutte le età, organizzati con enti patrocinanti come Università Cattolica, FAI Ponte tra culture, Gariwo – la foresta dei Giusti e Robert F. Kennedy Human Rights Foundation Italia. L’obiettivo è fornire strumenti di lettura che consentano di comprendere non solo la poetica di Mauri, ma anche i temi universali della sua ricerca: memoria, ideologia, manipolazione e resistenza culturale.

Appuntamento inaugurale e catalogo

Il primo appuntamento pubblico del programma si terrà mercoledì 10 dicembre alle ore 18.30, con la partecipazione di Carolyn Christov-Bakargiev, presidente del comitato scientifico dello Studio Fabio Mauri e curatrice del catalogo generale, che sarà presentato per la prima volta in questa occasione, edito da Allemandi e Hatje Cantz.

Questa mostra conferma la rilevanza di Fabio Mauri come uno degli artisti italiani capaci di leggere con lucidità il “secolo breve”, anticipando molte delle problematiche che oggi continuano a interrogare la società contemporanea. La Triennale di Milano diventa così il luogo ideale per riflettere sul potere delle immagini, sulla memoria e sulla necessità di mantenere viva una coscienza critica, attraverso il linguaggio universale dell’arte.