Dal 27 settembre 2025 al 22 febbraio 2026, Giacomo Balla (1871–1958), figura centrale dell’arte italiana del Novecento e protagonista del Futurismo, è al centro della nuova edizione di “In Visita”, il progetto espositivo di Fondazione Pistoia Musei che propone approfondimenti su grandi maestri del XX e XXI secolo.
Il progetto, giunto alla quarta edizione, è curato da Monica Preti, direttrice generale di Fondazione Pistoia Musei, e Annamaria Iacuzzi, conservatrice delle collezioni del Novecento, con il contributo di Elena Gigli, una delle massime esperte dell’opera di Balla. L’iniziativa vede inoltre la collaborazione con Collezione Credem, prestatrice di una delle opere in mostra.
All’interno del percorso permanente di Palazzo de’ Rossi | Collezioni del Novecento, i visitatori potranno ammirare per la prima volta insieme “Velmare” (1919), proveniente dalla Collezione Credem, e due rari dipinti su tela-arazzo realizzati intorno al 1924 e intitolati entrambi “Ballucecolormare”, provenienti rispettivamente dalla Fondazione Caript e da una collezione privata.
Queste tre opere restituiscono un momento particolarmente significativo della ricerca di Balla, tra Viareggio e Roma, quando l’artista elabora una personale rilettura del Futurismo, ispirata alla natura e in particolare al tema del mare, che interpreta attraverso linee di forza, dinamiche cromatiche e raffinati esperimenti decorativi. Proprio cento anni fa, i suoi innovativi lavori su tela-arazzo venivano apprezzati in occasione dell’Exposition internationale des arts décoratifs et industriels modernes di Parigi (1925), evento fondamentale nella definizione del gusto moderno europeo.
A rendere l’esperienza ancora più completa, Fondazione Pistoia Musei accompagnerà l’esposizione con un ricco calendario di visite guidate, incontri, attività per scuole, famiglie e adulti, oltre a un volume monografico edito da Gli Ori-Pistoia, dedicato all’artista e ai temi della mostra.
Con questa nuova edizione di “In Visita”, Fondazione Pistoia Musei conferma il proprio impegno nel valorizzare le collezioni del Novecento attraverso il dialogo con figure cardine della storia dell’arte, offrendo uno sguardo sempre più profondo sulla complessità e l’attualità del nostro patrimonio culturale.