Una mostra nata quasi d’impulso, sul filo del ricordo e della gratitudine.
“Grazie Giorgio – L’influenza di Giorgio Armani nelle opere di Flavio Lucchini” è l’omaggio personale e affettuoso che l’artista e art director rivolge al grande stilista scomparso, un amico e compagno di viaggio con cui ha condiviso mezzo secolo di storia della moda italiana.
All’interno del suo FLA – FlavioLucchiniArt Museum, negli spazi del Superstudio Più di via Tortona a Milano, Lucchini dedica ad Armani una selezione di sculture e dipinti realizzati nel corso degli anni pensando a lui. L’esposizione si apre con un’installazione visibile dalla strada, nella window gallery art.box all’ingresso di Superstudio, come un segno tangibile di vicinanza e riconoscenza.
Un ricordo personale diventato linguaggio artistico
La scomparsa di Giorgio Armani, che ha commosso il mondo intero e portato oltre 16.000 persone alla camera ardente, ha lasciato un vuoto profondo anche in chi, come Flavio Lucchini, ne aveva intuito il talento sin dagli esordi.
Lucchini, infatti, fu tra i primi a credere nel giovane stilista, dandogli spazio sulle sue prestigiose testate – Vogue, L’Uomo Vogue, Donna, Mondo Uomo – e accompagnandolo nella costruzione di un nuovo immaginario estetico e culturale.

“Ho sempre pensato che per Giorgio Armani il vestito fosse soprattutto un fatto culturale – racconta Lucchini – e dovesse rappresentare la nostra epoca. La sua grandezza sta nell’aver reso l’abito un linguaggio, un riflesso della vita che viviamo. Nelle mie opere ho cercato di andare oltre l’apparenza, come lui faceva con la moda: per questo gli devo molto.”
Le tracce di Armani nell’arte di Lucchini
Le opere esposte raccontano la moda degli anni Ottanta e Novanta, filtrata dallo sguardo dell’artista e segnata dall’estetica armaniana: giacche dalle spalle decise, toni neutri, il celebre greige, linee pure e scollature nette.
Un linguaggio visivo che riflette la rivoluzione di Armani – capace di sciogliere la rigidità dell’abito maschile e, al tempo stesso, di dare forza e libertà alla donna in carriera, senza rinunciare alla femminilità.
Lucchini e Armani hanno condiviso non solo una visione, ma anche una lunga collaborazione di oltre cinquant’anni, iniziata nel 1974, quando Lucchini disegnò a mano il primo logo dello stilista, scegliendo il carattere Bodoni, tratto originale di Vogue America.
Un legame che prosegue nel tempo, fino alla scelta di Armani di collocare il suo Teatro e il Silos in via Bergognone, tra i due Superstudio fondati da Lucchini e Gisella Borioli, luoghi simbolo della creatività milanese.
Il museo segreto dove moda e arte si intrecciano
La mostra si svolge nell’Atelier del FLA Museum, parte di un complesso di oltre 2.000 metri quadri che include anche gli ex rifugi antiaerei sottostanti, trasformati in spazi espositivi.
Un labirinto di 20 stanze tematiche e più di 650 opere, tra sculture monumentali, digital painting, bassorilievi della serie Dress Memory, Totem, Dolls, Flowers, Toys, Icons, Burqa e molti altri progetti.
Il FLA – FlavioLucchiniArt Museum, aperto al pubblico dal martedì al venerdì (altri giorni su appuntamento), è un luogo quasi segreto, conosciuto soprattutto tramite passaparola: un museo personale dove arte e moda dialogano continuamente, raccontando la moda non come superficie effimera, ma come specchio dei tempi e linguaggio culturale.
Qui l’arte non si guarda soltanto: si vive. Tra mostre temporanee, talk, workshop, progetti no profit e collaborazioni con giovani artisti, il museo di Lucchini è un archivio vivo, un laboratorio di pensiero e memoria.
Un ringraziamento che diventa eredità
Con “Grazie Giorgio”, Flavio Lucchini non firma solo un tributo, ma trasforma il ricordo in gesto creativo.
Un modo per dire grazie a chi ha saputo cambiare la moda italiana rendendola cultura, e per restituire, attraverso l’arte, quell’essenza invisibile che ha reso Giorgio Armani eterno.