Ignazio Gardella. Progettare la città

Pubblicato il Di in Eventi

In occasione dei 120 anni dalla nascita di Ignazio Gardella, Alessandria celebra uno dei protagonisti assoluti dell’architettura italiana del Novecento con la mostra “Ignazio Gardella. Progettare la città”, ospitata nelle Sale d’Arte dal 18 dicembre 2025 al 15 marzo 2026. Curata da Emanuele Piccardo e promossa dal Comune di Alessandria con ASM Costruire Insieme, Archivio Storico Gardella e plug_in, l’esposizione coinvolge le principali istituzioni del territorio, sottolineando il profondo legame dell’architetto con la città dove avviò la sua carriera.

Facoltà Architettura Genova, 1975-1989, ph. Gabriele Basilico, 1990

Ignazio Gardella: un maestro tra ingegneria e architettura

Nato a Milano nel 1905, Gardella si forma tra ingegneria e architettura, laureandosi al Politecnico di Milano nel 1928 e successivamente allo IUAV. Inizia a lavorare ad Alessandria dopo la morte del padre Arnaldo, ereditando uno studio specializzato in architetture sanitarie. La sua crescita professionale si intreccia con influenze internazionali, come l’incontro con Alvar Aalto nel 1939 durante un viaggio in Finlandia con Giuseppe Pagano. Nel 1955 riceve il Premio Olivetti per l’architettura, riconoscimento che testimonia la sua capacità di unire essenzialità costruttiva, funzionalità e rigore etico.

La mostra: un viaggio attraverso diciassette progetti

L’esposizione presenta diciassette opere tra Alessandria, Milano, Genova e Venezia, raccontate attraverso documenti originali, schizzi, disegni e una campagna fotografica appositamente realizzata da Marco Introini ed Emanuele Piccardo, affiancata da immagini storiche di Gabriele Basilico. Il percorso indaga l’idea di “progettare la città” come costruzione di frammenti urbani capaci di dialogare con il contesto, principio che Gardella sviluppa ad Alessandria e rielabora nei suoi successivi interventi in tutta Italia.

Facoltà Architettura Genova, 1975-1989, ph. Gabriele Basilico, 1990

Alessandria come laboratorio del razionalismo italiano

Il cuore della mostra evidenzia il ruolo di Alessandria come vero laboratorio progettuale per Gardella. Qui l’architetto sperimenta un linguaggio in cui si intrecciano ingegneria, attenzione sociale e innovazione formale. Le opere alessandrine diventano la base concettuale dei suoi progetti futuri e rivelano un approccio alla città inteso come organismo vivo, da interpretare e trasformare in continuità con la sua storia.

La mostra prosegue approfondendo come Gardella abbia rielaborato i principi maturati ad Alessandria in contesti diversi, dalle architetture religiose ai complessi residenziali, dai piani urbanistici alle università. Ne emerge un pensiero coerente e in continua evoluzione, capace di dialogare con il paesaggio urbano senza mai ricorrere alla retorica formale.

Chiesa del Sanatorio V.E.III esterno, 1929-1934, Alessandria, ph. Marco Introini

Un giardino per Ignazio Gardella: la ricerca degli studenti di Genova

Il percorso espositivo si conclude con “Un giardino per Ignazio Gardella”, progetto realizzato dagli studenti del Laboratorio di Progettazione 2A dell’Università di Genova sotto la guida del curatore. Il lavoro esplora il rapporto tra architettura, paesaggio e memoria, sviluppando una nuova area in dialogo con la Facoltà di Architettura progettata dallo stesso Gardella.

Un omaggio al pensiero urbano di Ignazio Gardella

Ignazio Gardella. Progettare la città si afferma come un grande tributo alla figura di un architetto che ha saputo coniugare ingegneria, progettazione e responsabilità civile. La mostra restituisce la complessità del suo pensiero e invita a riscoprire un autore che ha contribuito in modo decisivo alla costruzione della città contemporanea.

In copertina: Casa Cicogna,1953-1958, Venezia, courtesy Archivio Storico Gardella