Triennale Milano presenta la 3ª Edizione del Photo Grant di Deloitte

Pubblicato il Di in Eventi

Dal 27 novembre 2025 al 25 gennaio 2026, Triennale Milano ospita la mostra dedicata alla terza edizione del Photo Grant di Deloitte, il più importante concorso fotografico in Italia e uno dei più rilevanti a livello internazionale. L’iniziativa, promossa da Deloitte Italia con il patrocinio di Fondazione Deloitte, in collaborazione con Triennale Milano, la direzione artistica di Denis Curti e il team di BlackCamera, riunisce tre progetti che indagano i contrasti della contemporaneità attraverso linguaggi fotografici radicalmente diversi.

Foto credits @ Alessandra Marini

Contrast: il tema dell’edizione 2025

Dopo aver esplorato Connections e Possibilities nelle due edizioni precedenti, il Photo Grant 2025 pone al centro il tema Contrast. La call ha invitato fotografe e fotografi a confrontarsi con le tensioni tra uguaglianze e disuguaglianze, dando voce a storie e persone spesso invisibili. La fotografia diventa così uno spazio di confronto, capace di produrre consapevolezza e dialogo su uno dei nodi più urgenti del presente.

Carlos Idun-Tawiah: “Hero, Father, Friend”

Il progetto vincitore della categoria Segnalazioni 2025, Hero, Father, Friend di Carlos Idun-Tawiah, affronta il tema del lutto e della memoria attraverso un racconto intimo, sviluppato a partire dall’assenza di immagini del padre scomparso quando l’autore aveva diciott’anni. La scarsità di fotografie familiari diventa il punto di partenza per una ricostruzione emotiva e immaginata.

Foto credits @ Alessandra Marini

Idun-Tawiah intreccia momenti reali e scene ricostruite, dando forma a un doppio piano temporale: quello vissuto accanto a zii, mentori e figure maschili che hanno colmato il vuoto paterno; e quello immaginario, costruito sul desiderio di ciò che non è stato possibile vivere. La fotografia diventa così un mezzo per riattivare ricordi sbiaditi e restituire ciò che manca.

Il lavoro riflette perfettamente il tema del contrasto: tra dolore e desiderio, realtà e finzione, memoria e rimozione, e anche tra le narrazioni stereotipate sulla paternità nera e le forme quotidiane di cura, spesso invisibili ma profondamente trasformative.

Fabiola Ferrero: “Reinas”

Accanto alle opere di Idun-Tawiah, la mostra presenta Reinas di Fabiola Ferrero, vincitrice dell’edizione 2024 nella categoria Open Call. La ricerca dell’autrice venezuelana esplora due elementi fondamentali dell’identità del Venezuela: l’industria petrolifera – un tempo motore del boom economico – e l’ossessione nazionale per la bellezza femminile, che ha portato il Paese a conquistare il maggior numero di titoli internazionali di Miss nel mondo.


Foto credits @ Alessandra Marini

Ferrero indaga cosa resta oggi di quel mito di modernità costruito tra anni ’50 e ’90, analizzando l’archetipo della reginetta di bellezza come simbolo fragile di un Paese in declino. Il suo lavoro articola memorie personali e collettive, intrecciando le storie delle donne che hanno incarnato l’ideale estetico venezuelano con le ferite lasciate dal crollo dell’industria petrolifera. La fotografia diventa così uno strumento per rileggere la storia attraverso la prospettiva femminile e per interrogarsi su ciò che resta del sogno modernista che ha definito un’intera nazione.

Atefe Moeini: anteprima di “Go Live”

La mostra accoglie inoltre l’anteprima del progetto Go Live di Atefe Moeini, vincitrice della categoria Open Call 2025. Il lavoro nasce da un episodio autobiografico: nel 2018, a Teheran, l’artista è stata arrestata dalla polizia morale per il suo abbigliamento, giudicato inappropriato. Da quell’esperienza prende forma una ricerca sulle vite delle donne iraniane, costrette a confrontarsi quotidianamente con controlli, ammonimenti e punizioni legate alla loro presenza nello spazio pubblico.

Moeini fotografa donne che hanno vissuto situazioni simili, chiedendo loro di indossare proprio gli abiti per i quali sono state punite. Alcune scelgono di mostrarsi, altre preferiscono l’anonimato. Tutte, insieme, costruiscono un archivio di resistenza: un gesto silenzioso ma potente che restituisce visibilità a chi è stato costretto a non esistere. Go Live diventa così un atto politico, una memoria collettiva che rompe la narrativa imposta e riafferma il diritto di essere viste.

Verso il 2026: il tema Proximities

Foto credits @ Alessandra Marini

In occasione dell’apertura della mostra, è stato annunciato il tema dell’edizione 2026 del Photo Grant: Proximities. La riflessione nasce dalla constatazione che la distanza non deriva solo dalla geografia, ma anche da fattori economici, tecnologici e culturali che rendono sempre più fragile la relazione tra individui e comunità. Le prossimità possono essere fisiche, emotive, simboliche: possono unire chi è lontano o separare chi vive nello stesso spazio.

La fotografia, in questo contesto, diventa uno strumento capace di osservare come le persone abitano le città, come le comunità si riorganizzano dietro schermi e ritmi di lavoro, come certe forme di vicinanza sopravvivono nonostante le pressioni sociali. Proximities invita dunque a interrogarsi sulla trama invisibile di legami che tiene insieme la società contemporanea, ricordando che nessuna comunità può esistere senza contatto.

Foto credits @ Alessandra Marini

Un’edizione che racconta contrasti, memorie e resistenze

La 3ª edizione del Photo Grant di Deloitte offre una visione ricca e plurale del mondo contemporaneo, mettendo al centro storie intime e questioni sociali urgenti. Attraverso sguardi provenienti da Ghana, Venezuela e Iran, la mostra a Triennale Milano costruisce un percorso che attraversa identità, assenze, miti nazionali, forme di oppressione e atti di coraggio.

La fotografia si conferma così come un linguaggio capace di tenere insieme estetica e responsabilità, memoria e immaginazione, distanza e prossimità. Un invito a vedere ciò che spesso resta ai margini e a riconoscere, nell’immagine, uno spazio di confronto essenziale per leggere il presente.