Nerosicilia e BIG presentano 1669: tavoli in pietra lavica

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In occasione dei 3daysofdesign, svoltosi a Copenhagen dal 18 al 20 giugno 2025, Nerosicilia ha presentato in anteprima 1669, un progetto innovativo realizzato in collaborazione con lo studio internazionale BIG – Bjarke Ingels Group. Questa partnership nasce dalla passione condivisa per i materiali naturali e il loro potenziale espressivo, interpretati attraverso un approccio contemporaneo e sperimentale.

1669 è una collezione di tavoli da pranzo e tavolini in pietra lavica che celebra l’essenza più autentica di questo materiale. Il nome della collezione fa riferimento all’eruzione del 1669 dell’Etna, che ha originato la pietra utilizzata per i pezzi. I tavoli sono realizzati esclusivamente sfruttando le proprietà naturali della pietra e il calore, senza colle, metalli o leganti.

“Con BIG condividiamo una visione: lasciare che sia la materia a guidare il progetto. 1669 nasce così, dalla pietra lavica e dalla volontà di riscoprirne l’anima più autentica”, racconta Biagio Amarù, fondatore di Nerosicilia.

Durante la sperimentazione, è emerso un fenomeno sorprendente: esposta a temperature estreme, la pietra lavica tende a tornare lava, perdendo le geometrie originali e assumendo forme nuove, fluide e organiche. Questa caratteristica ha ispirato il design di 1669: il top circolare dei tavoli viene fuso direttamente su un cilindro cavo che funge da piedistallo. La massa interna viene alleggerita tramite carotaggio, diventando supporto per la fusione del piano, che si ammorbidisce seguendo la forma sottostante.

Il risultato è un oggetto d’arredo unico, tra artigianalità e design contemporaneo, che appare come una scultura organica, viva e naturale. 1669 è un tributo al fuoco, un esercizio progettuale che valorizza l’essenza della pietra lavica.

Il progetto è stato esposto presso l’Headquarter di BIG a Copenhagen, indagando il potere espressivo dei materiali: cemento, legno, vetro e, soprattutto, la terra rappresentata dalla pietra lavica di Nerosicilia.

1669 invita a guardare la materia con occhi nuovi, riscoprendo una voce contemporanea nel silenzio millenario del vulcano. Un progetto che nasce dal fuoco, si plasma nel tempo e diventa memoria viva della Terra.