Arredativo Design Magazine

A Milano, 250 mq tra atmosfere calde e contrasti cromatici

A Milano, un appartamento di circa 250 mq rilegge gli spazi di una casa modernista attraverso una sequenza di colori, materiali e soglie. Al centro del progetto, un portale laccato borgogna diventa il punto di orientamento dell’intera abitazione.

Toni neutri ma caldi, pavimenti in rovere, pareti grigio-beige e tende in lino che filtrano la luce proveniente da piazza Amendola. È questo il registro di base dell’appartamento progettato da FORO Studio, al sesto piano di un condominio modernista progettato da Camillo Magni, in via Monte Rosa a Milano.

Circa 250 mq ridisegnati per una famiglia di quattro persone: due professionisti, grandi viaggiatori e abituati a ricevere, e i loro due bambini. La richiesta era quella di costruire una casa calda e accogliente per la vita quotidiana, ma allo stesso tempo capace di ospitare con naturalezza amici e invitati.

Il progetto interviene quindi sulla distribuzione della preesistenza e lavora sul colore come strumento di separazione fisica. Ogni ambiente assume un proprio registro, mentre il passaggio da una zona all’altra viene reso percepibile attraverso materiali, cromie e differenti atmosfere.

Una soglia come centro della casa

Entrando nell’appartamento, il primo elemento a catturare lo sguardo è il portale laccato borgogna, alto fino al soffitto. Incornicia il tavolo da pranzo e la lampada Hope di Luceplan, sospesa al di sopra.

La composizione è intenzionalmente centrale: non soltanto dal punto di vista visivo, ma anche planimetrico. Da qui si accede alla zona giorno e, attraverso il corridoio, alla zona notte. È una soglia che organizza i percorsi e rende leggibile la casa.

Il portale diventa così più di un elemento decorativo: è il punto attraverso cui si attraversa l’abitazione e si passa da un ambiente all’altro.

«Lavoriamo sempre sulla soglia tra estetica e abitabilità. In questo appartamento quella soglia è diventata letteralmente il centro della casa».

FORO Studio

Soggiorno e cucina: continuità senza separazioni nette

Il soggiorno e la cucina formano un unico ambiente, mantenendo una relazione visiva continua. A separarli è una penisola che non interrompe la prospettiva.

In cucina, i frontali in noce canaletto rivestono gli arredi Cappellini fino al soffitto. Il legno introduce una presenza calda e uniforme, interrotta dall’isola in marmo verde Alpi, che crea un contrasto deciso. Il colore ritorna negli sgabelli Verpan, questa volta attraverso il rosso.

La disposizione degli elementi costruisce una sequenza di relazioni: dall’isola si coglie il divano, dal divano si guarda verso il camino, mentre il tavolo da pranzo funziona da elemento di connessione tra le diverse parti del living.

Questa continuità è anche il risultato degli interventi sulla struttura distributiva esistente, che hanno permesso di ottenere una zona giorno più fluida.

Il salotto tra boiserie e camino

Nel salotto, una boiserie-libreria occupa l’intera parete e viene tinteggiata nello stesso grigio-beige caldo delle pareti. L’elemento tende così a fondersi con l’architettura invece di imporsi come arredo autonomo.

All’interno trovano posto i piatti Fornasetti, mentre il camino in marmo Calacatta, mantenuto nella sua posizione originaria, conserva le forme più decorative della preesistenza.

Attorno al camino, una composizione di arredi più essenziale e minimale ne mette in risalto il carattere quasi manierista. Di fronte, il divano color azzurro polvere occupa il centro della zona living, introducendo una variazione cromatica rispetto alle tonalità neutre dell’involucro.

Nuvolette per accompagnare verso la zona notte

Dal portale si entra nel corridoio che conduce alla zona notte. Qui il progetto cambia registro.

Pareti e soffitto sono rivestiti dalla carta da parati Nuvolette di Fornasetti, in una combinazione tono su tono avorio su avorio. La luce radente delle applique d’epoca, con globi in vetro lavorato a losanghe, accentua il disegno della superficie e ne rende quasi tridimensionale la presenza.

Il corridoio diventa così un vero filtro tra le due parti della casa: un ambiente di passaggio che, invece di essere semplicemente distributivo, rallenta il percorso verso lo studio e le camere.

La camera padronale come una suite domestica

La master bedroom riprende alcuni materiali già utilizzati nella cucina. Il noce canaletto viene impiegato per i pannelli a parete e per i comodini integrati, mentre l’ottone compare nelle applique Artemide e nella rubinetteria Fima del bagno en-suite.

Il riferimento iniziale dei committenti era quello di una camera d’albergo di lusso. FORO Studio ne mantiene alcuni caratteri, ma li riporta a una dimensione più domestica attraverso proporzioni, materiali e soluzioni integrate.

Il risultato non è quindi una riproduzione dell’ambiente alberghiero, ma una sua interpretazione più personale e legata alla vita della casa.

La camera dei bambini tra verde giada e parquet originale

Nella camera dei bambini viene mantenuto il parquet originale. Le tonalità calde del legno vengono però bilanciate da una palette più fredda, dominata dal verde giada.

La stessa cromia viene utilizzata per la laccatura della composizione dell’armadio e per i giroletti imbottiti. Una carta da parati a bande verticali contribuisce invece a definire la zona destinata alle attività di gioco e studio.

Anche qui il colore non è soltanto una scelta decorativa: serve a costruire una distinzione interna e a dare una propria identità all’ambiente.

Un home-office in borgogna

Più radicale è la scelta per il piccolo home-office, che si distingue dal resto dell’appartamento attraverso un cambio di materiali.

Al posto del parquet vengono utilizzate le piastrelle Set Gem di Ceramica Sant’Agostino, mentre il soffitto viene dipinto in borgogna. È un richiamo diretto al portale dell’ingresso e crea un collegamento cromatico tra due punti diversi della casa.

Il borgogna ritorna così come una sorta di segno ricorrente: prima nella soglia principale dell’appartamento, poi in uno spazio più raccolto e funzionale.

Un progetto costruito per passaggi

In questo appartamento il colore non viene utilizzato per caratterizzare ogni ambiente in modo isolato. Al contrario, costruisce una sequenza.

Il grigio-beige unifica la zona giorno, il noce canaletto introduce continuità materica tra cucina e camera padronale, il verde giada definisce la camera dei bambini, mentre il borgogna ritorna nei punti che segnano il passaggio e l’orientamento.

Il progetto lavora quindi sulla casa come esperienza di attraversamento: non una successione di stanze autonome, ma una sequenza di soglie, viste e cambi di atmosfera.

Al centro rimane quel portale borgogna che, dalla sua posizione all’ingresso, organizza visivamente e spazialmente l’intero appartamento.