All’interno delle alte mura di un opificio dismesso, QB Atelier ha trovato lo spazio per una residenza che reinventa il rapporto tra architettura e natura. Casa PDS, a Lendinara, in provincia di Rovigo, nasce attorno a una stanza a cielo aperto: un giardino segreto che introduce gli ambienti domestici e porta il paesaggio all’interno di una struttura precedentemente industriale.

Costruita all’interno di una scatola muraria senza affacci diretti sulla città, la casa si sviluppa come una successione calibrata di aperture e chiusure dello sguardo, stabilendo un dialogo ideale con il verde del parco pubblico adiacente.

Il cuore della residenza è la parete vetrata che collega il generoso soggiorno a doppia altezza con il giardino: una cornice in legno lamellare che incornicia la luce e richiama, nel profilo superiore, l’andamento industriale della facciata esterna.
Il giardino: una stanza verde a cielo aperto
Un alto muro mistilineo, che affaccia sul piazzale e richiama la storia dei fabbricati industriali costruiti nel corso del Novecento, racchiude il giardino, creando una sorta di stanza verde protetta. Accanto a una struttura voltata in cemento armato, il muro definisce un volume coperto con tetto a doppia capanna, segnato da una piccola porta in ferro nero. Varcando questa soglia, si apre la sorpresa del giardino, in larga parte coperto da piante rampicanti che si innestano idealmente nelle chiome degli alberi del parco esterno.

La casa si inserisce con discrezione: invisibile dal lato strada, trova la luce e l’aria nel giardino, trasformando la vecchia architettura industriale in uno spazio elegante e generoso. La struttura mista in legno e acciaio si adatta ai vincoli dell’edificio preesistente, reinterpretandone le forme e conservandone la memoria.
Spazi domestici e continuità verticale
L’appartamento si sviluppa su due piani, articolando volumi che si estendono nell’edificio adiacente e nel cortile retrostante. L’ampia zona giorno si apre verso il giardino attraverso la grande parete vetrata, enfatizzando l’andamento verticale e la doppia cuspide della copertura. Dall’esterno, prima di varcare la porta in ferro, la casa rimane un volume nascosto, quasi un segreto custodito tra le mura storiche.


«Il progetto è guidato da un’idea di paesaggio che si sviluppa intorno ai giochi di chiusura e apertura dello sguardo» – affermano gli architetti Filippo Govoni e Federico Orsini di QB Atelier.

Casa PDS è il risultato di un equilibrio tra la conservazione della memoria industriale, la volontà di residenza urbana e la necessità di un contatto diretto con la natura. Il giardino non è solo un luogo protetto o un rifugio estetico, ma diventa un dispositivo architettonico fondamentale per l’abitare contemporaneo: un distillato di verde che porta la vita all’interno della città, reinterpretando con leggerezza e originalità un luogo una volta produttivo.


