Presentato durante la Milano Design Week 2026, GEOMETRIÆ è un progetto di design sperimentale sviluppato dallo studio svedese Front Design — fondato da Anna Lindgren e Sofia Lagerkvist — in collaborazione con Moroso. Il progetto è stato presentato dal 19 al 25 aprile 2026 presso la Galleria Antonio Colombo, nel quartiere di Brera, all’interno del programma del Fuorisalone 2026.

Con GEOMETRIÆ, le designer trasformano la geometria in un’esperienza percettiva sospesa tra realtà e rappresentazione. Il progetto nasce da un’indagine quasi filosofica sulle forme elementari — sfere, cilindri, parallelepipedi — e sulla loro capacità di generare una bellezza autonoma, svincolata dall’imitazione della natura e dalle oscillazioni del gusto soggettivo.
Forme archetipiche e inquietudine metafisica
Il riferimento ideale è il Filebo di Platone, dialogo in cui Socrate e Protarco riflettono sul rapporto tra piacere, armonia e conoscenza. Allo stesso modo, GEOMETRIÆ utilizza la precisione della geometria non per affermare una verità formale assoluta, ma per destabilizzare delicatamente la percezione.
Il progetto nasce dall’accorpamento di solidi geometrici primari combinati attraverso slittamenti, sovrapposizioni e giustapposizioni. Da queste relazioni emergono volumi essenziali e immediatamente riconoscibili, quasi archetipi della forma.


Eppure la loro presenza nello spazio non produce una sensazione di stabilità. Al contrario, gli oggetti evocano una sottile inquietudine percettiva che richiama la pittura metafisica: le forme sembrano perfettamente leggibili ma, allo stesso tempo, sfuggono alla logica ordinaria della visione.
Dal disegno all’arazzo jacquard
Uno degli aspetti centrali del progetto riguarda il processo creativo, che traduce disegni a matita e acquarello in rivestimenti jacquard per elementi d’arredo imbottiti.
Ogni forma viene inizialmente studiata su carta come esercizio di rappresentazione tridimensionale: ombre, gradazioni luminose e superfici sono costruite secondo una logica pittorica. Successivamente, queste immagini vengono trasformate in modelli bidimensionali, ingrandite e tessute in jacquard per rivestire i volumi.

È qui che si genera il cortocircuito percettivo: le ombre che l’osservatore vede non sono prodotte dalla luce reale dell’ambiente, ma sono già inscritte nella trama tessile della superficie.
Il risultato è una tensione continua tra forma fisica e percezione visiva. Gli oggetti appaiono simultaneamente concreti e immaginati, corpi tridimensionali e immagini dipinte allo stesso tempo.
Tra design, arte e rappresentazione
GEOMETRIÆ non si limita a essere un esercizio decorativo o un raffinato trompe-l’œil. Il progetto introduce una vera discrepanza concettuale tra ciò che è costruito e ciò che appare.

La geometria, tradizionalmente associata alla chiarezza e alla misura, diventa così uno strumento per interrogare il modo in cui vediamo e interpretiamo il mondo. In questa zona intermedia tra design e raffigurazione, Front Design mette in discussione il rapporto tra luce, volume e superficie, trasformando l’arredo in un’esperienza visiva instabile e poetica.


Come spiegano Anna Lindgren e Sofia Lagerkvist, la ricerca nasce dalla fascinazione per “la precisione matematica e la linearità visiva del cubo, della sfera e del cilindro”, forme che, combinate tra loro, danno origine a infinite variazioni scultoree.

I pezzi presentati alla Galleria Antonio Colombo dialogavano inoltre con i disegni originali e gli acquarelli preparatori delle designer, offrendo uno sguardo diretto sul processo di ricerca che ha portato alla costruzione di questo universo sospeso tra materia e immagine.