Lavabi Wenice, quando murano incontra la ceramica

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Le tecniche decorative del vetro muranese entrano nel mondo della ceramica artistica attraverso una nuova collezione di lavabi firmata da Marco Zito per Azzurra Art. Wenice, presentata da AZZURRAceramica al Cersaie 2026, nasce dal dialogo tra colore, texture e lavorazione artigianale.

È il fuoco a creare il primo punto di contatto. Da una parte il vetro, elemento identitario della tradizione veneziana; dall’altra la ceramica, plasmata e trasformata dallo stesso elemento generatore. Da questa affinità prende forma Wenice, la nuova capsule collection di lavabi progettata da Marco Zito per Azzurra Art.

Già il nome dichiara la direzione del progetto, evocando Venezia e, attraverso di essa, il patrimonio creativo delle vetrerie di Murano. Non si tratta però di riprodurre sulla ceramica un’estetica del vetro, quanto di trasferirne lavorazioni, gesti e possibilità espressive, lasciando che l’incontro tra le due materie produca risultati nuovi.

È proprio nelle affinità tra vetro e ceramica che Marco Zito individua il punto di partenza della collezione: «Le affinità, le relazioni affettive tra vetro e ceramica possono produrre valori inaspettati capaci di generare progetti dove materia, colore e superficie raccontano storie inedite».

Il progetto diventa così una sperimentazione sulla decorazione, prima ancora che una semplice ricerca estetica.

Tre forme per una materia da esplorare

Wenice si articola in tre forme — Tondo, Toro e Otto — accomunate da volumi morbidi e avvolgenti, pensati per accogliere lavorazioni molto diverse tra loro.

La forma diventa infatti una sorta di tela tridimensionale sulla quale intervenire con texture, smalti e finiture. Il risultato cambia a seconda della tecnica utilizzata, dando vita a lavabi nei quali la decorazione assume un ruolo quasi scultoreo.

Il riferimento alla tradizione muranese emerge attraverso quattro diverse interpretazioni decorative: Rigadin, Bolle, Sfumato e le lavorazioni metalliche.

Nel Rigadin, le caratteristiche rigature della tradizione vetraria vengono trasferite sulla ceramica e amplificate dal colore e dalle smaltature. Il disegno acquista così un ritmo regolare, fatto di linee e vibrazioni.

La lavorazione Bolle, ispirata al Ballotton del vetro, interviene invece sul volume creando una successione di elementi tridimensionali, più o meno profondi, che trasformano il lavabo in una composizione tattile.

Lo Sfumato lavora infine sulla dimensione cromatica, costruendo passaggi graduali tra tonalità e variazioni dello smalto. È una tecnica che rende ogni pezzo differente e mette in evidenza la relazione tra colore e ceramica.

Le possibilità aumentano ulteriormente combinando tecniche, colori e finiture, dando origine a una collezione nella quale la ripetizione industriale lascia spazio a un risultato sempre variabile.

Tre identità

Le tre forme seguono percorsi decorativi differenti.

Tondo è la versione più articolata e viene proposta con tre lavorazioni manuali: Rigadin, Bolle e Sfumato.

Toro sceglie invece lo Sfumato, concentrando la ricerca sulla relazione tra forma, colore e gradazione dello smalto.

Otto si distingue per le finiture metalliche Oro, Oro rosa e Platino, che portano il progetto verso una dimensione più luminosa e preziosa.

Forma, colore e lavorazione contribuiscono così insieme alla definizione di tre interpretazioni differenti della collezione.

La ceramica come linguaggio da reinterpretare

Trasferire sulla ceramica tecniche appartenenti alla tradizione del vetro significa spingere la lavorazione verso possibilità meno consuete. Una ricerca affidata alla competenza dei maestri ceramici di AZZURRAceramica, che interpretano texture, smalti e finiture attraverso una lavorazione prevalentemente manuale.

È qui che emerge la componente artigianale di Wenice: le variazioni del colore e delle decorazioni fanno sì che ogni lavabo presenti caratteristiche proprie, rendendo visibile il gesto che lo ha prodotto.

Presentata al Cersaie 2026, la collezione porta nella ceramica l’immaginario del vetro di Murano attraverso tre forme e un repertorio di lavorazioni che uniscono tradizione e sperimentazione. Un progetto in cui il sapere artigianale diventa strumento per ampliare le possibilità espressive della ceramica.