Il progetto MGN Apartment, firmato da kkarchitecture, si configura come un raffinato dialogo tra memoria e contemporaneità, in cui il linguaggio del bianco e nero diventa strumento progettuale e narrativo. Situato nel cuore di Cuneo, l’appartamento viene reinterpretato attraverso una composizione di contrasti, simmetrie e dettagli sartoriali, trasformandosi in una sequenza di spazi coerenti e dinamici.

Ristrutturare, in questo caso, significa confrontarsi apertamente con il tempo: la solidità delle murature esistenti, cariche di storia, si affianca alla leggerezza di un progetto su misura che non cancella, ma rilegge. Fin dal primo sopralluogo, lo studio ha colto il potenziale evocativo dell’abitazione, riconoscendo nelle sue pareti spesse non un limite, ma una traccia da cui partire. Nonostante le condizioni iniziali, l’appartamento conservava un’energia viva, che ha guidato la scelta — condivisa con la committenza — di mantenere l’impianto originario, reinterpretandolo con un linguaggio contemporaneo.
Conservare reinventando
«Conservare non significa semplificare o banalizzare, ma reinventare», afferma l’architetto Maurizio Pol. È da questa riflessione che prende forma l’intero intervento, costruito attorno ai vincoli della struttura esistente, come le murature portanti, che raccontano la storia dell’edificio ma allo stesso tempo orientano le scelte progettuali.

La decisione di mantenere la distribuzione originaria, inizialmente percepita come limitante, si rivela invece il punto di forza del progetto. L’identità storica dell’appartamento resta intatta, ma viene reinterpretata, dando vita a una nuova narrazione dello spazio domestico.
L’ingresso, spesso relegato a funzione di passaggio, diventa qui il fulcro dell’abitazione: da semplice corridoio si trasforma in un dispositivo scenografico che dialoga con la zona living, amplificando la percezione dello spazio e introducendo ritmo e profondità.



Dualismo cromatico e organizzazione degli spazi
Il progetto si sviluppa attorno a un chiaro dualismo cromatico, che trova espressione nell’alternanza di bianco e nero, luce e ombra, elementi antichi e contemporanei. Questo equilibrio dinamico suddivide l’appartamento in due ambiti distinti ma complementari.


La zona giorno, luminosa e aperta, accoglie le funzioni legate alla quotidianità, mentre la zona notte, più scura e raccolta, costruisce una dimensione intima e contemplativa. I due spazi non sono separati, ma in costante dialogo, definendo un ritmo abitativo che alterna azione e riflessione.

Spazi fluidi e dettagli materici
Un elemento chiave del progetto è il parquet in rovere biondo, posato in continuità, che attraversa tutti gli ambienti come un tappeto materico. Il legno introduce una base calda e neutra, su cui si innestano contrasti cromatici e giochi di luce, contribuendo a definire un linguaggio coerente ma dinamico.

La zona giorno si configura come uno spazio fluido e continuo, in cui soggiorno, pranzo e cucina convivono in un’unica composizione. Al centro, l’isola in travertino naturale realizzata su misura assume un ruolo centrale, sia dal punto di vista visivo che funzionale. Il suo volume monolitico dialoga con la parete retrostante in grigio antracite, scandita da elementi verticali, mentre le sospensioni in vetro fumé costruiscono un’atmosfera luminosa calibrata. Le tende leggere filtrano la luce naturale, ammorbidendo i contrasti tra superfici e materiali.

Nella zona pranzo, il tavolo bianco lucido su gambe in vetro amplifica la luminosità, mentre le sedute nere introducono un segno grafico deciso, coerente con il tema del progetto. Inserimenti di opere pop, volutamente ironici, interrompono la rigorosa palette cromatica, aggiungendo una nota di vitalità.

La dimensione privata
La camera padronale è concepita come una suite, dove l’atmosfera si fa più intima e avvolgente. Pareti e soffitto scuri creano uno spazio raccolto, mentre la cabina armadio, ricavata nell’anticamera, utilizza vetro retroilluminato e strutture metalliche per definire un ambiente funzionale ma scenografico.

Il bagno en suite si apre verso la camera attraverso superfici in vetro fumé, configurandosi come una presenza quasi espositiva. Il doppio lavabo e la doccia sensoriale completano uno spazio in cui le tonalità di nero e grigio costruiscono un equilibrio sofisticato.





La seconda camera mantiene gli stessi principi progettuali, con superfici neutre e continuità materica, garantendo flessibilità d’uso senza interrompere l’identità complessiva dell’abitazione.

Architettura invisibile e comfort
Particolarmente raffinata è la gestione degli impianti, integrati in modo discreto all’interno dell’architettura. Il sistema di climatizzazione, nascosto da schermature, è distribuito attraverso quattro bocchette che regolano l’intero appartamento. Le lame nere dialogano con i binari luminosi a soffitto, generando geometrie parallele che amplificano la percezione verticale dello spazio.



In questo progetto, ogni elemento — dalla distribuzione agli arredi, dai materiali agli impianti — contribuisce a costruire un racconto coerente, dove il passato non viene cancellato ma reinterpretato, e dove il design diventa strumento per dare forma a una nuova esperienza dell’abitare.