Milano: un appartamento anni ’60 tra rigore modernista e suggestioni orientali

Pubblicato il Di in Approfondimenti

Nel quartiere Cenisio, all’interno di un tipico condominio milanese degli anni Sessanta, un appartamento di circa 90 mq viene completamente ripensato da Icona Architetti Associati, dando forma a uno spazio domestico che tiene insieme identità locali e influenze lontane.

Photo credits@Monica Spezia

Il progetto nasce dall’esigenza di adattare la casa allo stile di vita della committente, una giovane donna che vive l’abitazione come luogo conviviale, pensato per accogliere amici e momenti condivisi. Accanto a questo, una richiesta precisa: integrare una ricca collezione di oggetti e memorabilia raccolti durante viaggi in Oriente, in particolare in India, senza trasformare però l’appartamento in un interno “tematico”.

Ridisegnare la pianta, costruire un equilibrio

L’intervento si muove su due livelli distinti ma strettamente connessi. Da un lato, la completa revisione della distribuzione interna; dall’altro, la costruzione di un linguaggio capace di tenere insieme modernismo milanese e suggestioni esotiche.

La nuova configurazione ottimizza ogni metro quadro: la zona giorno si articola in living, sala da pranzo e cucina separata, mentre la zona notte accoglie una camera principale con bagno en suite, un secondo bagno e uno studio pensato per trasformarsi in stanza per gli ospiti. Una casa compatta, ma capace di moltiplicare le possibilità d’uso.

Materia e colore: una sintesi culturale

Il progetto lavora con una palette ricca ma controllata, in cui materiali e colori diventano il vero terreno di incontro tra culture. Terracotta, blu indaco, zafferano e tonalità lattiginose si affiancano a rovere naturale e terrazzo alla veneziana, costruendo una stratificazione che non cerca il contrasto, ma una coesistenza equilibrata.

Non si tratta di citazioni letterali, ma di rimandi: il colore e la materia evocano mondi diversi, mantenendo però una coerenza complessiva che radica lo spazio nella sua identità milanese.

Il living come spazio narrativo

Fulcro della casa è il soggiorno, introdotto da un’armadiatura a L a tutta altezza nelle tonalità latte e miele. Le superfici curve e le nicchie integrate trasformano questo elemento in un dispositivo espositivo, pensato per accogliere la collezione della proprietaria.

Lo spazio si organizza attorno a un divano curvo, che orienta la stanza e definisce un’area conversazione morbida e accogliente, affiancata da un angolo lettura indipendente. Il parquet in rovere, posato in listelli stretti, richiama il ritmo del pavimento originario, reinterpretandone le tonalità calde.

A separare e allo stesso tempo connettere living e dining è una libreria su misura con funzione di mobile TV: un elemento passante che costruisce una soglia porosa, attraversabile lateralmente verso la cucina e il terrazzino.

Tra memoria e contemporaneità: la zona pranzo

La sala da pranzo conserva uno degli elementi più significativi dell’appartamento: il pavimento originale in terrazzo a grana grossa, restaurato e valorizzato. Al centro, un tavolo circolare con piano in vetro dialoga con un lampadario in ottone e vetro opaco, mentre un sideboard color terracotta introduce una nota cromatica più intensa.

La cucina, raccolta in un ambiente separato, è chiusa da una porta vetrata a tutta altezza con profili scuri. Le superfici laccate in tonalità latte e menta mantengono una continuità visiva con il soggiorno, mentre il piano in pietra beige riprende le sfumature del legno.

Photo credits@Monica Spezia

La dimensione intima della zona notte

La camera principale è concepita come uno spazio raccolto, quasi una “alcova”, in cui un sistema su misura integra armadiature, testiera e comodini in un unico disegno continuo. Il blu della laccatura introduce una nota più profonda, in dialogo con il calore del parquet.

Nel bagno en suite emerge con maggiore evidenza il dialogo tra culture: cementine che richiamano il terrazzo, piastrelle indaco e accenti in terracotta e ottone costruiscono un ambiente ricco ma calibrato, in cui la memoria del viaggio si traduce in atmosfera.

Anche il bagno ospiti riprende questi riferimenti, declinandoli in modo più sobrio attraverso superfici beige con texture in rilievo che evocano motivi decorativi di matrice orientale.

Uno spazio flessibile e conviviale

Completa l’appartamento uno studio attrezzato con arredi su misura e un divano integrato trasformabile in letto, pensato per accogliere gli ospiti. Ancora una volta, il progetto lavora sulla trasformabilità, rendendo ogni ambiente potenzialmente plurifunzionale.

Un lessico ibrido ma coerente

Il risultato è un interno che sfugge a definizioni rigide. Il rigore dell’architettura milanese convive con cromie più vibranti, senza mai perdere equilibrio. In alcuni ambienti prevale la misura, in altri emerge una maggiore intensità espressiva, ma sempre all’interno di un sistema coerente.

Più che una fusione, il progetto costruisce un dialogo continuo tra riferimenti diversi, dando forma a un linguaggio personale che non appartiene né completamente a un luogo né a un altro. Un’architettura domestica che, come spesso accade nei progetti più riusciti, vale proprio per la sua capacità di tenere insieme differenze senza annullarle.