Dopo un importante intervento di rinnovamento, il Museo Archeologico Nazionale di Sarsina, in provincia di Forlì-Cesena, riapre al pubblico con un progetto che coinvolge edificio, allestimento e sistemi di accessibilità. Un intervento da 1,5 milioni di euro che aggiorna l’esperienza museale attraverso un equilibrio tra conservazione e contemporaneità.

Fondato nel 1890 e ospitato in un edificio di origine cinquecentesca, il museo custodisce una delle più importanti testimonianze della Sarsina romana. Il nuovo progetto sceglie però di lasciare sullo sfondo la dimensione celebrativa della storia per concentrarsi sulla qualità dello spazio e sulla fruizione delle opere.

Un allestimento essenziale per valorizzare i reperti
Il nuovo allestimento, progettato da Balletti&Sabbatini architetti, introduce un linguaggio contemporaneo, essenziale ed elegante, costruito attraverso materiali, colori, geometrie e luce.

L’intervento non cerca di competere con la ricchezza delle collezioni, ma crea uno sfondo calibrato capace di far emergere la materia dei reperti. Il percorso è caratterizzato da una palette cromatica differenziata: grigio-azzurro al piano terreno e tonalità più calde ai livelli superiori. Il colore diventa così uno strumento per definire le diverse atmosfere del percorso e accompagnare il visitatore senza interrompere la continuità dell’allestimento.

La progettazione lavora anche sulla leggibilità degli spazi, costruendo un sistema nel quale gli elementi espositivi, le superfici e le geometrie definiscono un’esperienza ordinata e contemporanea.
La luce costruisce il percorso
Al progetto architettonico si affianca il lighting design di Carolina De Camillis e Riccardo Fibbi, sviluppato con particolare attenzione a efficienza energetica, sostenibilità gestionale e qualità percettiva.

La luce è discreta e controllata e accompagna il visitatore attraverso le sale, valorizzando i reperti senza sovrastarli. Le diverse intensità e direzioni luminose contribuiscono a costruire gerarchie visive e a definire la relazione tra opere e spazio.

Il punto più scenografico è la Sala di Rufus, dove il grande mausoleo romano diventa protagonista di un’illuminazione dedicata. La sua presenza rimane percepibile anche dall’esterno nelle ore notturne, trasformando il monumento in un elemento di dialogo tra il museo e la città.


Accessibilità e nuovi strumenti di comunicazione
Il progetto amplia inoltre il concetto di accessibilità attraverso nuovi percorsi e strumenti di comunicazione. La nuova identità visiva e i testi, sviluppati da FrameLAB – Multimedia & Digital Storytelling dell’Università di Bologna, utilizzano codici cromatici per distinguere le diverse tipologie di reperti e rendere più immediata la lettura del percorso.

Grazie ai fondi PNRR sono stati inoltre realizzati un video introduttivo disponibile anche in lingua LIS e un percorso visuotattile, progettato per accompagnare il visitatore lungo le sale.
L’accessibilità viene quindi integrata nell’esperienza museale insieme ad architettura, allestimento e comunicazione.
Un museo ripensato attraverso lo spazio
Il nuovo Museo Archeologico Nazionale di Sarsina dimostra come il progetto museale possa intervenire sul patrimonio senza sovrapporsi ad esso. Spazio, colore, luce e comunicazione costruiscono un sistema discreto nel quale le opere rimangono protagoniste.

Il risultato è un museo più leggibile, accessibile e contemporaneo, capace di mettere in relazione la storia della Sarsina antica con un nuovo modo di vivere e attraversare gli spazi della cultura.