Recupero di una casa rurale in Borgogna: equilibrio tra memoria e contemporaneità

Pubblicato il Di in Approfondimenti

Nel dipartimento dell’Yonne, nel borgo medievale di Deux Rivières, il recupero di un’antica casa di viticoltori si traduce in un intervento calibrato, fondato su un dialogo misurato tra preesistenza rurale e abitare contemporaneo. Il progetto è firmato da Atelier FCA, guidato da Fabrizio Fiorentino, e riguarda la trasformazione dell’immobile in residenza per il tempo libero destinata a una coppia franco-irlandese residente negli Stati Uniti.

L’intervento si inserisce in un contesto storico ben preservato, caratterizzato da un tessuto edilizio compatto, dalla presenza del fiume e da una tradizione ceramica sviluppatasi nel secondo dopoguerra. In questo scenario il progetto evita ogni gesto di rottura, scegliendo un approccio per sottrazione e per equilibrio, orientato alla valorizzazione dell’esistente.

Configurazione volumetrica e programma funzionale

Il complesso è costituito da due corpi distinti: l’abitazione principale, distribuita su due livelli per una superficie complessiva di 160 m², e un granaio indipendente di circa 120 m², oggetto di un futuro intervento di restauro previsto per la fine del 2026.

La destinazione a casa di villeggiatura incide in modo determinante sulle scelte distributive. L’impianto privilegia gli spazi collettivi rispetto a quelli privati, configurando l’abitazione come luogo di condivisione e accoglienza, più che come semplice rifugio domestico.

Piano terra: spazio fluido e centralità conviviale

Il piano terra ospita un ampio ambiente giorno organizzato in sequenza continua: salone con cucina a vista e bancone di dimensioni generose, sala da pranzo e zona living. Il bancone assume un ruolo strutturante nella composizione, configurandosi come fulcro operativo e conviviale dello spazio.

Completano il livello una camera e un bagno. L’assetto distributivo privilegia permeabilità visiva e flessibilità d’uso, consentendo agli ambienti di adattarsi a funzioni differenti, dal lavoro alla convivialità, senza compartimentazioni rigide.

Sottotetto recuperato: proporzione e intimità

Il primo piano nasce dalla riconversione dell’antico sottotetto, originariamente destinato a deposito. L’intervento conserva le altezze originarie, che raggiungono circa sei metri, mantenendo a vista la capriata lignea esistente.

La scelta di preservare integralmente la struttura comporta una sfida spaziale significativa: introdurre una dimensione domestica e raccolta all’interno di volumi monumentali. La risposta progettuale si concretizza in un articolato lavoro di falegnameria su misura, che ridefinisce le proporzioni interne attraverso arredi integrati e partizioni calibrate.

Il livello accoglie due camere da letto, un bagno, un salone TV e la suite padronale con bagno dedicato. Gli interventi sono concepiti come elementi misurati e reversibili, capaci di costruire intimità senza compromettere la lettura unitaria dell’involucro originario.

Fasi di intervento

Il progetto si è sviluppato in più fasi. Una prima, nel 2015, ha interessato la riqualificazione del piano terra e il rifacimento completo della copertura. Una seconda, nel 2023, ha riguardato il completamento del primo piano e la definizione degli spazi privati, in concomitanza con il rientro dei proprietari in Europa. Una fase futura, prevista per la fine del 2026, sarà dedicata al restauro del granaio e alla sistemazione delle aree esterne.

La scansione temporale ha consentito un affinamento progressivo delle scelte progettuali, calibrate sulle reali modalità d’uso dell’abitazione.

Materiali e linguaggio

La selezione materica è ridotta e coerente con il carattere dell’edificio: rovere naturale per arredi e falegnamerie, murature in mattoni lasciate a vista e superfici intonacate. La palette cromatica è contenuta e controllata; il colore è impiegato come strumento di continuità e bilanciamento, mai come elemento dominante.

Il dialogo tra legno, laterizio e intonaco genera ambienti contemporanei ma radicati nella memoria costruttiva del luogo. L’intervento evita contrasti dichiarati e sovrapposizioni iconiche, fondandosi su un processo di interpretazione misurata dell’esistente. Ogni scelta, strutturale, distributiva e materica, è finalizzata a mantenere un equilibrio tra permanenza e trasformazione, restituendo una residenza che conserva la propria identità rurale e la reinterpreta attraverso un abitare contemporaneo consapevole e condiviso.