0-99. Design per gioco: quando il tavolo diventa esperienza

Pubblicato il Di in Eventi

Il gioco da tavolo accompagna l’umanità da millenni: prima dei libri, prima delle tecnologie digitali, il tavolo è sempre stato uno spazio di apprendimento, immaginazione e convivialità. La mostra 0-99. Design per gioco, dal 10 aprile al 10 maggio 2026 a Palazzo Arese Borromeo a Cesano Maderno, celebra il gioco come oggetto culturale e progetto di design, capace di raccontare identità e visioni dei popoli attraverso materiali, regole e segni grafici.

Curata da Cristian Confalonieri, co-autore dell’Atlante dei giochi da tavolo, e co-curata da Alessia Interlandi, founder di in.circle, la mostra invita a osservare il gioco non solo come intrattenimento, ma come esperienza sociale e creativa, un antidoto analogico alla frizione digitale.

Dal gioco antico ai classici

Il percorso espositivo segue la storia dei giochi da tavolo: dai giochi antichi, come il Gioco reale di Ur, il Go, gli Scacchi e il Domino, fino alle carte e alla Tombola, tutti realizzati con materiali tradizionali come legno, osso e ceramica, capaci di raccontare culture millenarie attraverso forme, colori e texture.

Si passa poi ai classici del Novecento, da Cluedo a Monopoli, da Risiko a Forza 4, presentati anche in versioni giganti come Risiko su 90 mq, trasformando la sala in un vero e proprio paesaggio ludico immersivo.

Interpretazioni di designer e brand

La mostra dedica ampio spazio alle reinterpretazioni contemporanee, dove il gioco diventa vero e proprio oggetto di design e collezione. Tra le opere esposte, spicca il tavolo da Carrom firmato da Vismara Design, gli Scacchi in acciaio realizzati da Gianfranco Frattini, il tappeto da Backgammon ideato dall’architetta e artista Valeria Molinari, la Battaglia navale in legno e pelle prodotta da Pinetti e il Gioco dell’oca di Pineider. Ogni pezzo mette in luce forme, materiali e dettagli sartoriali, trasformando la funzionalità ludica in valore estetico.

Focus sul game design

Al centro della mostra c’è il processo creativo dei giochi, con particolare attenzione a figure fondamentali come Alex Randolph, pioniere del game design moderno, a cui si deve l’introduzione del nome dell’autore sulle scatole. Due stanze sono dedicate alla sua vita, alle sue opere e alla filosofia progettuale, integrate dal documentario Alex Randolph, regista di giochi (Andrea Angiolino, regia Luca Bitonte, Lucca Crea, 2022).

L’installazione La scrivania del game designer, curata da Spartaco Albertarelli, dialoga con la scrivania di Pierluigi Ghianda, maestro ebanista italiano, sottolineando come il gioco da tavolo sia anche progetto, dettaglio e tecnica artigianale.

Giochi moderni e intelligenza artificiale

La mostra prosegue con i giochi moderni, simbolo del nuovo risorgimento ludico a partire dagli anni Novanta, presentati in edizioni fuori scala e celebrative. Tra le novità c’è memorIA, un gioco sviluppato con l’intelligenza artificiale da Studiolabo e Silvia Badalotti, pensato per esplorare il futuro creativo del game design, tra arte, tecnologia e interazione analogica.

Il percorso si conclude con una Ludoteca, dove i visitatori sono invitati a fermarsi, scegliere un gioco e provarlo direttamente, perché per comprendere davvero un gioco è necessario giocarci insieme.