Alessandro Mendini a Verbania: “Cose. Stanze come mondi”

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Alessandro Mendini (Milano, 1931-2019) non è stato solo uno dei più geniali interpreti del design e dell’architettura del Novecento, ma un intellettuale a tutto tondo, capace di rivoluzionare l’atto della progettazione introducendo elementi innovativi sul piano strutturale e decorativo.

Alessandro Mendini seduto sulla Poltrona di Paglia, 1974 Ph Enrico D. Bona – Archivio Alessandro Mendini

A Verbania, dal 16 maggio al 27 settembre 2026, Villa Giulia ospita una ricca antologica dal titolo Alessandro Mendini. Cose. Stanze come mondi, curata da Loredana Parmesani e organizzata dal Comune di Verbania in collaborazione con l’Archivio Alessandro Mendini (Elisa e Fulvia Mendini). La mostra, con il patrocinio di Regione Piemonte, Provincia del Verbano Cusio Ossola, Distretto Turistico dei Laghi e numerose istituzioni locali, presenta 130 opere tra le più iconiche della produzione di Mendini, offrendo uno sguardo completo sulla sua carriera, dagli inizi nel Radical Design milanese degli anni Settanta fino alle teorie postmoderne e alle collaborazioni con Alessi.

Alessandro Mendini, Anna G. e Alessandro M. Proust, Alessi, 2003 cavatappi in zama cromata e resina termoplastica con decoro Proust Museo Alessi, Ph Archivio fotografico Alessi

Un percorso espositivo modulato sugli spazi di Villa Giulia

Il percorso espositivo sfrutta la struttura interna di Villa Giulia, dedicando ogni stanza a un capolavoro del designer scelto in collaborazione con le figlie. Si va dalla celebre Poltrona di Paglia del 1974, manifesto del design come strumento di provocazione e sensibilizzazione sociale, alla Poltrona di Proust del 1978, un raffinato omaggio allo scrittore francese che unisce elementi roccocò e puntinismo. L’esposizione comprende poi il Divano K2 per A LOT OF Brazil del 2013, un tributo ai riferimenti artistici più cari a Mendini, come De Chirico, Savinio, Carrà, Kandinskij, il Futurismo, il cubismo cecoslovacco e le avanguardie storiche.

Alessandro Mendini, K2 Amazzonia, A Lot of Brasil, 2013 Divano a due posti in legni naturali, cm 137x62x 92 Archivio Alessandro Mendini

Strumenti come il Mendinigrafo del 1985, un normografo in legno che racchiude segni e decori tipici della sua produzione, così come collezioni per Alessi come 100% Make up del 1992 e il mobile-scupltura Mobili per Uomo: Giacca di Bisazza del 1997, mostrano l’ampiezza e la poliedricità del suo lavoro. Ogni opera è accompagnata da disegni, oggetti, dipinti e testi che ne raccontano la genesi e ne sottolineano l’importanza nella storia del design contemporaneo.

L’evoluzione creativa di Mendini

La mostra invita il pubblico a seguire l’evoluzione creativa di Mendini, dalla fase del Radical Design alla Poltrona di Proust, fino alle opere più intime e domestiche dedicate alla casa e all’abito. Il percorso permette di comprendere le linee guida della sua ricerca, le urgenze progettuali e l’approccio innovativo che ha caratterizzato ogni sua opera, mostrando come design, arte e quotidianità possano convivere e dialogare.

Il progetto di allestimento della mostra è curato da Alex Mocika, che ha modulato gli spazi di Villa Giulia per creare un’esperienza immersiva, dove ciascuna stanza diventa un mondo a sé, espressione dell’universo creativo di Alessandro Mendini.