Giulia Mangoni al MAC di Lissone con “Stratigrafie del Vivente”

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Dal 23 maggio al 27 settembre 2026 il MAC – Museo d’Arte Contemporanea di Lissone presenta “Stratigrafie del Vivente”, la prima mostra monografica museale dedicata all’artista italo-brasiliana Giulia Mangoni, a cura di Stefano Raimondi.

Giulia Mangoni, Ode all’uomo che ha perso le sue radici, 2024, carboncino, gesso, grafite e pastello su carta, vasi di ceramica grezza, 200x150x120cm. Courtesy l’artista e ArtNoble Gallery. Foto Michela Pedranti

Già vincitrice del Premio Lissone 2021, Mangoni sviluppa una ricerca che intreccia pittura, memoria e appartenenza territoriale, costruendo opere in cui immagini, materiali e relazioni si depositano nel tempo come livelli di una stessa realtà complessa.

Un percorso espositivo tra memoria e trasformazione

Concepita come un percorso stratificato che attraversa pratiche, immaginari e ontologie del vivente, la mostra occupa l’intero museo attraverso una sequenza di ambienti in cui sistemi differenti — artigianali, simbolici, naturali e industriali — convivono come strati interdipendenti.

Più che organizzare temi, il progetto costruisce un dispositivo narrativo in cui elementi visivi e materiali si trasformano continuamente, suggerendo una lettura del presente attraversata da tensioni, memorie e continuità.

La pittura come superficie viva

Alla base della pratica di Mangoni vi è un coinvolgimento diretto con i territori e le comunità locali. L’artista collabora con artigiani, allevatori e realtà della Ciociaria, luogo centrale della sua ricerca, lavorando attraverso archivi, testimonianze e storie orali.

Giulia Mangoni, “Incarnation (creatures that could not love other than in the flesh)”, 2023, olio su tela verde,150 x 220 cm, courtesy Collezione Anna e Andrea Bracchi, ph credit Michela Pedrant

Da questo materiale prendono forma composizioni pittoriche dense e stratificate, dove paesaggi e figure emergono come elementi attivi di scenografie immaginate. La pittura diventa così una superficie viva di traduzione, uno spazio in cui gesti, saperi e narrazioni vengono rielaborati e trasformati.

Il lavoro di Mangoni non si limita a rappresentare il reale, ma ne mette in discussione le condizioni di esistenza, insistendo sulla necessità di ripensare il rapporto tra umano, animale, vegetale e simbolico.

Tra sacro, paesaggio e cultura materiale

Le iconografie religiose, reinterpretate attraverso una sensibilità contemporanea, si intrecciano con la cultura materiale e con la dimensione rituale del paesaggio, dando vita a un lessico visivo ibrido e stratificato.

Giulia Mangoni, “Airing cupboard, (Madia)”, 2025, olio su lino, 55 x 40 cm, courtesy l’artista e ArtNoble Gallery, ph. credit Jacopo Rufo

In questo continuo slittamento tra memoria e trasformazione, l’immagine diventa luogo di sopravvivenza e metamorfosi, dove passato e presente convivono senza gerarchie.

Il catalogo della mostra

La mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Silvana Editoriale, che verrà presentato nel corso del periodo espositivo.

Con “Stratigrafie del Vivente”, il MAC di Lissone prosegue il proprio impegno nella valorizzazione delle ricerche artistiche contemporanee, dedicando uno sguardo approfondito a una delle voci più interessanti della nuova pittura italiana.