Torino Graphic Days 2026: il disordine come spazio creativo

Pubblicato il Di in Eventi

Dal 15 al 25 ottobre 2026 torna a Torino Graphic Days, il festival internazionale dedicato al visual e social design, giunto alla sua undicesima edizione. Per la prima volta il festival sarà ospitato negli spazi dei Cantieri del Gruppo Building, nel quartiere Barriera di Milano, trasformando un luogo ancora in costruzione in uno spazio temporaneo dedicato alla creatività.

Il tema scelto per questa edizione è “Disordine”, inteso non come caos ma come condizione generativa, capace di mettere in discussione sistemi e gerarchie, favorire contaminazioni tra discipline e aprire nuove possibilità progettuali. Un concetto particolarmente attuale in un momento segnato dall’overload informativo, dall’intelligenza artificiale e dalla continua trasformazione dei linguaggi visivi.

Un festival dentro un cantiere

La scelta della location diventa parte integrante del progetto. Il cantiere, per sua stessa natura, rappresenta una condizione temporanea di disordine destinata a trasformarsi in un nuovo ordine urbano. Per Graphic Days diventa quindi uno spazio da abitare e reinterpretare attraverso mostre, installazioni e incontri.

Il programma coinvolge oltre 60 ospiti internazionali, con 12 mostre, 7 talk, 6 workshop, performance, live printing, portfolio review e attività per scuole e famiglie.

Dodici mostre tra grafica, tecnologia e sperimentazione

Il percorso espositivo esplora il tema del disordine attraverso linguaggi molto diversi, dalla grafica analogica alle tecnologie digitali.

Tra i progetti principali c’è L’umanesimo dei dati, dedicato a Giorgia Lupi, che porta a Torino la sua ricerca sul Data Humanism: un modo di rappresentare i dati restituendo loro contesto, complessità e dimensione umana.

Never ever be predictable presenta invece il lavoro del designer e art director Quim Marin, mentre Nnewschøøl of pø5ter guarda alla scena del poster e della grafica indipendente polacca, tra post-internet, ugly design, brut art e neo-rave.

Con Saluti e Baci, Daniele Catalli utilizza l’immaginario dell’agenzia di viaggio per mettere in discussione la rappresentazione del turismo e confrontarla con temi come cambiamento climatico, inquinamento e overtourism.

Il panorama internazionale prosegue con Eyes On, dedicato quest’anno alla Svizzera, e con HONDON – The Korean Dis-order, che racconta la storia dell’Hangeul e la sua trasformazione da strumento di democratizzazione della scrittura a elemento di sperimentazione grafica contemporanea.

Tra gli altri progetti, Animation Conversation esplora il rapporto tra animazione, fumetto e illustrazione, mentre RIFLESSI propone una lettura non lineare della grafica italiana.

Spazio anche alle nuove generazioni con Neologia, che presenta 100 progetti di giovani designer under 30, e a Still Human, con i 40 poster vincitori di Posterheroes dedicati al rapporto tra esperienza umana e intelligenza artificiale.

Un programma per professionisti e pubblico

Alle mostre si aggiungono incontri e laboratori dedicati alla sperimentazione grafica, all’animazione, al 3D, al coding e ai nuovi strumenti digitali. Tra gli ospiti figurano designer e artisti come Erik Kessels, Verònica Fuerte, Quim Marin, Johanna Jaskowska, YONK, Felix Pfäffli ed Erich Brechbühl.

Il festival mantiene inoltre una forte apertura verso il pubblico: workshop per bambini, attività per le famiglie, appuntamenti per le scuole e una mostra mercato conclusiva dedicata a studi, artisti e realtà indipendenti.

Il 22 e 23 ottobre, infine, Graphic Days si espande in oltre 20 sedi torinesi con In the city, coinvolgendo studi, agenzie e realtà creative del territorio.

Più che raccontare il disordine, Graphic Days 2026 lo utilizza quindi come metodo progettuale: uno spazio instabile e aperto nel quale grafica, tecnologia, arte e nuove forme di comunicazione possono incontrarsi e generare nuovi linguaggi.