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House of Dreams: collectible design e arte contemporanea in un appartamento parigino

Movimento Gallery e International Design hanno presentato House of Dreams, una mostra collettiva che ha riunito sedici artisti e designer internazionali in un appartamento haussmanniano di fronte al Grand Palais, in occasione di Art Basel Paris 2026.

House of Dreams, un progetto espositivo nato dalla collaborazione tra Movimento Gallery, galleria milanese specializzata in collectible design, e International Design, piattaforma curatoriale online dedicata al design da collezione e all’arte contemporanea. Allestita in uno storico appartamento di 190 metri quadrati in stile haussmanniano, proprio di fronte al Grand Palais, sede della fiera, la mostra ha proposto un incontro tra oggetti da collezione, opere d’arte e architettura d’interni, in dialogo con il contesto internazionale di Art Basel Paris.

Il progetto ha preso ispirazione dai salotti parigini dell’Ottocento, luoghi di confronto intellettuale e scambio culturale, reinterpretandoli come spazi in cui le discipline creative possono incontrarsi e contaminarsi. In questa prospettiva, l’appartamento non è stato concepito come un semplice contenitore espositivo, ma come un ambiente da attraversare e vivere, nel quale le opere hanno costruito relazioni reciproche e nuovi significati attraverso la loro collocazione negli interni storici.

Sedici artisti e designer interpretano una casa dei sogni

La selezione, curata congiuntamente da Movimento Gallery e International Design, ha riunito sedici protagonisti della scena creativa internazionale, chiamati a confrontarsi con un tema comune: la casa dei sogni. A ciascun partecipante è stata affidata una stanza, da interpretare attraverso il proprio linguaggio espressivo, i materiali e la sensibilità progettuale.

Tra gli autori presenti figuravano Artefatto, Elakform, Federica Elmo, Costantino Gucci, Neemesi e Moreno Vannini, collaboratori abituali di Movimento Gallery, che per l’occasione hanno realizzato collezioni in esclusiva per la galleria. La mostra ha inoltre coinvolto Louis Barthélemy, Matteo Cibic, Jacob Egeberg, Laurids Gallée per Project Materia, Luca Gutierrez, Francesco Maria Messina, TABLEAU, Nicole Valenti e, per OUTSIDERS, Marco Guazzini e Willem Van Hoof.

Le diverse interpretazioni del tema hanno dato forma a una sequenza di ambienti caratterizzati da identità distinte. La casa è diventata così un territorio di esplorazione tra memoria personale, intimità e immaginazione, nel quale il collectible design ha potuto confrontarsi con le molteplici possibilità espressive dell’arte contemporanea.

Un dialogo tra interni storici e linguaggi contemporanei

Il percorso espositivo si è sviluppato tra il grande salone, la sala da pranzo e le camere da letto, mettendo in relazione le opere con le proporzioni, le finiture e il carattere architettonico dell’appartamento haussmanniano. Il contrasto tra gli interni storici e le forme, i materiali e le sperimentazioni del design contemporaneo ha contribuito a definire l’atmosfera della mostra.

Ogni stanza ha assunto una propria personalità, costruita attraverso l’incontro tra gli oggetti, le opere e lo spazio domestico. La disposizione degli elementi ha dato particolare rilievo non soltanto alle caratteristiche individuali dei pezzi esposti, ma anche alle relazioni che si generano quando arte e design entrano in un ambiente abitato, modificandone la percezione.

«House of Dreams ha un’atmosfera dichiaratamente onirica», ha spiegato Salvatore Morales, direttore creativo di Movimento Gallery, descrivendo un insieme di conversazioni visive e culturali che convivono nello stesso spazio. Il risultato è un appartamento sospeso tra memoria e immaginazione, in cui ciò che appare familiare acquista una dimensione inattesa.

Anche per Manfredi Moretti, co-fondatore e curatore di International Design, il valore del progetto risiede nella varietà delle interpretazioni: ogni partecipante ha risposto all’idea di una casa dei sogni in modo diverso, privilegiando la memoria, l’intimità o la fantasia. Il passaggio da una stanza all’altra ha così permesso di percepire cambiamenti di atmosfera e di linguaggio, mantenendo un filo conduttore comune.

Il collezionismo come esperienza dell’abitare

Con House of Dreams, Movimento Gallery e International Design hanno proposto una riflessione sul rapporto tra collezionismo, architettura e vita quotidiana. L’attenzione si è spostata dall’oggetto considerato singolarmente all’esperienza più ampia del vivere con l’arte e il design, esplorando il modo in cui le opere possono completare, trasformare o mettere in discussione gli ambienti che le accolgono.

La dimensione domestica ha offerto una chiave di lettura alternativa rispetto ai consueti spazi espositivi: mobili, complementi e opere d’arte sono stati presentati all’interno di una casa dalla forte identità storica, in un contesto che ne ha valorizzato la presenza e il confronto reciproco.

In occasione di Art Basel Paris 2026, House of Dreams ha quindi delineato una visione del collectible design come pratica capace di superare la dimensione dell’oggetto da collezione, per entrare in relazione con l’architettura, gli interni e le esperienze di chi li vive. Una casa immaginata come luogo di incontro tra discipline, sensibilità e visioni differenti, dove il progetto contemporaneo trova nuove possibilità di espressione attraverso il dialogo con lo spazio.