Fino al 7 giugno 2026, il Magazzino delle Idee di Trieste ospita la mostra JAPAN. Corpi, memorie, visioni, prodotta e organizzata da ERPAC – Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia, a cura di Filippo Maggia e Guido Comis.

L’esposizione riunisce opere di artisti giapponesi contemporanei attorno a tre grandi temi: Memoria e Identità, Corpo e Corpi, Realtà e Visione. Attraverso fotografie e video, gli artisti offrono una panoramica ampia e articolata sulla scena visiva nipponica contemporanea, che dialoga tanto con i maestri storici quanto con le nuove generazioni, impegnate a rileggere la storia recente del Giappone, interrogandosi su questioni di genere, quotidiano e corpo come mezzo politico.
Memoria e Identità
La prima sezione esplora la memoria storica e l’identità culturale. Gli sguardi di Noriko Hayashi e Tomoko Yoneda rileggono periodi e avvenimenti cruciali della storia giapponese attraverso un approccio che unisce documentazione e partecipazione. Susumu Shimonishi, con riprese zenitali e immagini in movimento, riflette sulle continuità e fratture del passato. Naoki Ishikawa, allievo di Daido Moriyama, racconta la vita quotidiana della penisola di Okunoto, sospesa tra tradizione e marginalità, mentre Keijiro Kai documenta celebrazioni e riti che definiscono il tessuto culturale del Paese. Infine, i video di Miyagi Futoshi indagano la memoria personale e la costruzione dell’identità di genere, intrecciando ricordi e relazioni intime.
Corpo e Corpi
La seconda sezione si concentra sul corpo, inteso come spazio sociale, luogo politico e materia viva. Aya Momose esplora la distanza e talvolta l’incomprensione tra codici visivi orientali e occidentali, mentre Yurie Nagashima restituisce la delicatezza della vita familiare quotidiana. Ryoko Suzuki affronta direttamente la violenza e la pressione sociale sulle donne, e Sakiko Nomura, per anni assistente di Araki, racconta attraverso i nudi maschili una timidezza esistenziale filtrata dal ritmo dispersivo di Tokyo.

Realtà e Visione
La sezione finale mette in dialogo ciò che vediamo e ciò che immaginiamo. Hiroshi Sugimoto, maestro nel rendere il tempo materia tangibile, propone immagini essenziali e meditative che si confrontano con le scenografie luminose di Tokihiro Sato, costruite con interventi tecnici capaci di trasformare la fotografia in spazio narrativo. Le grandi visioni di Risaku Suzuki emergono dalla foresta come quadri sospesi, mentre Daisuke Yokota dissolve contorni e riferimenti in immagini evanescenti. Nel lavoro di Rinko Kawauchi, il reale diventa un palcoscenico emotivo, dove a emergere sono sensazioni più che soggetti. Infine, Yoko Asakai invita lo spettatore a “varcare lo schermo”, trasformando il flusso di immagini video in un’esperienza immersiva e sensoriale.

Gli artisti in mostra
La mostra presenta le opere di Yoko Asakai, Noriko Hayashi, Naoki Ishikawa, Keijiro Kai, Rinko Kawauchi, Aya Momose, Yurie Nagashima, Sakiko Nomura, Susumu Shimonishi, Tokihiro Sato, Hiroshi Sugimoto, Risaku Suzuki, Ryoko Suzuki, Tomoko Yoneda, Miyagi Futoshi, Daisuke Yokota, offrendo uno sguardo completo sulla fotografia e il video giapponese contemporaneo, tra tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione.