Dal 7 marzo al 28 giugno, il MUDEC – Museo delle Culture ospita 100 fotografie per ereditare il Mondo, una grande mostra che attraversa due secoli di storia dell’immagine, mettendo in relazione passato e contemporaneità. Il progetto, curato da Denis Curti con Alessio Fusi e Alessandro Curti, nasce come riflessione sul ruolo della fotografia oggi: uno strumento capace di custodire memoria, interpretare il presente e orientare lo sguardo verso il futuro.

Prodotta da 24 ORE Cultura, la mostra si sviluppa come un percorso articolato che intreccia linguaggi, epoche e visioni, offrendo una lettura complessa di un mondo segnato da trasformazioni tecnologiche, crisi globali e una costante sovrapproduzione di immagini.
Dalla nascita della fotografia alla modernità
Il percorso si apre con le origini della fotografia, dalle sperimentazioni di Louis Daguerre ai ritratti poetici di Julia Margaret Cameron, fino alle prime testimonianze documentarie di guerra e società di Roger Fenton. Questa sezione mostra il passaggio da un mondo in cui l’immagine era rara e preziosa a un’epoca in cui diventa strumento sociale, familiare e identitario.

Con il Novecento, la fotografia si emancipa dalla funzione puramente documentaria per esplorare nuove possibilità espressive. Le sperimentazioni surrealiste di Man Ray, le audaci composizioni di Aleksandr Rodčenko e la poetica precisione di Henri Cartier-Bresson dimostrano come il mezzo fotografico diventi linguaggio autonomo e veicolo di significato. Parallelamente, le immagini iconiche di Dorothea Lange, Joel Meyerowitz e Martín Chambi documentano eventi storici e realtà sociali, costruendo la nostra memoria collettiva.
Introspezione, evocazione e fotografia contemporanea
Non mancano sezioni dedicate all’introspezione e all’identità, con autori come Claude Cahun, Pierre Molinier e Robert Mapplethorpe, che trasformano il corpo e l’autorappresentazione in strumenti di indagine personale.

Il percorso si conclude con la fotografia contemporanea, che affronta tematiche attuali come multiculturalità, genere, migrazioni e crisi ambientale. Artisti come Alba Zari e Carlos Idun-Tawiah propongono un linguaggio visivo che coniuga documentazione, evocazione e riflessione critica, mostrando come la fotografia possa diventare uno strumento per riscrivere il presente e progettare il futuro.

100 fotografie per ereditare il Mondo conferma il MUDEC come luogo di mediazione culturale, dove passato, presente e futuro si intrecciano e la fotografia diventa chiave per comprendere il mondo contemporaneo.