More Than This: la nuova pittura italiana tra pratica individuale e intelligenza collettiva

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Fondazione Coppola e Musei Nazionali di Bologna – Direzione regionale Musei nazionali Emilia-Romagna presentano More Than This, progetto espositivo realizzato in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia e a cura di Daniele Capra. La mostra sarà visitabile dal 31 gennaio al 6 aprile 2026 negli spazi del Salone degli Incamminati della Pinacoteca Nazionale di Bologna, con anteprima stampa venerdì 30 gennaio 2026 alle ore 12.

Thomas Braida, Don’t Mess with Cats, 2025, olio su tela, 300 x 400 cm,
Courtesy l’artista e Monitor Gallery, Roma e Lisbona, Ph. Nico Covre

Una ricognizione su una “scuola” pittorica contemporanea

Con oltre quaranta opere su tela e su carta, More Than This riunisce il lavoro di dodici artisti accomunati dall’esperienza di studio all’Accademia di Belle Arti di Venezia, all’interno dell’Atelier F: Thomas Braida, Chiara Calore, Francesco Cima, Nebojša Despotović, Jingge Dong, Beatrice Gelmetti, Chiara Peručh, Paolo Pretolani, Adelisa Selimbašić, Danilo Stojanović, Aleksander Velišček e Maria Giovanna Zanella.

La mostra propone una ricognizione critica di quella che si è affermata come la più rilevante “scuola” pittorica emersa negli ultimi anni sulla scena contemporanea italiana. Un percorso che si inserisce in continuità con La Scuola di Venezia, progetto seminale ospitato dalla Fondazione Coppola tra maggio e ottobre 2025, che aveva già portato all’attenzione della critica il lavoro di cinque di questi giovani pittori.

Il senso del titolo: oltre il singolo

Il titolo More Than This allude alla centralità del lavoro individuale all’interno di un contesto profondamente collaborativo e fondato sull’attenzione all’altro. Al tempo stesso, suggerisce la ricchezza e l’articolazione dei linguaggi pittorici presentati, che spaziano da una pittura dal sapore surreale a tonalità metafisiche, da una figurazione intensamente emotiva fino a forme di astrazione fluida, liquida e tracimante.

Chiara Peručh, La perdita della coda, 2024, acrilico e olio su tela, 18.5 x 23.5 cm

Pur nella diversità degli esiti visivi, la mostra restituisce un panorama coerente, capace di raccontare una generazione di artisti unita non da uno stile comune, ma da un approccio condiviso al fare pittura.

L’Atelier F: un metodo prima che uno stile

La “scuola” prende forma all’interno dei corsi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia grazie a un sodalizio inedito tra docenti, studenti e artisti già maturi, che tornano frequentemente a lavorare in atelier fianco a fianco con le generazioni più giovani. More Than This indaga proprio i tratti concettuali e metodologici di questa esperienza, superando ogni tentativo di classificazione formale.

Due sono gli elementi cardine che definiscono l’approccio dell’Atelier F. Il primo riguarda la relazione tra artista e opera, intesa come un dialogo costante, paritetico e talvolta feroce. L’immagine non nasce da un processo prestabilito, ma da una negoziazione continua, in cui l’ascolto del lavoro stesso può condurre a esiti inattesi e non programmati.

Pittura come pratica condivisa

Il secondo elemento fondante è il metodo collaborativo e non competitivo promosso all’interno dell’atelier. Le opere di ciascun artista sono costantemente visibili agli altri, in una dinamica di confronto orizzontale e continuo. In questo contesto, il risultato individuale diventa un patrimonio comune, uno strumento di riflessione collettiva piuttosto che un traguardo isolato.

È in questa dimensione di scambio che prende forma una vera e propria intelligenza collettiva, capace di alimentare la ricerca di ciascun autore senza annullarne la singolarità. More Than This restituisce proprio questa tensione virtuosa tra autonomia e condivisione, tra identità individuale e appartenenza a un’esperienza comune.

Jingge Dong, Do draghi, 2024, acrilico e olio su tela, 300 x 300 cm

Una mostra come mappa di un presente in trasformazione

Ospitata in uno dei luoghi simbolo della tradizione artistica italiana, la mostra si confronta apertamente con il presente della pittura, mettendo in relazione generazioni, metodi e visioni. More Than This non si limita a documentare una scena emergente, ma ne offre una lettura critica, restituendo la complessità di un fenomeno che continua a evolversi.

Un progetto che conferma come la pittura, oggi, possa essere ancora uno spazio di ricerca radicale, di relazione e di costruzione condivisa del senso.