In occasione della 61. Esposizione Internazionale d’Arte – La Biennale di Venezia, la Fondazione Bevilacqua La Masa, in collaborazione e con il supporto scientifico della Fondazione Musei Civici di Venezia, presenta “Picasso, Morandi, Parmiggiani. Still Lifes”, una mostra ideata e organizzata da Tornabuoni Art con la straordinaria partecipazione del Musée national Picasso-Paris. Curata da Cécile Debray, presidente del museo parigino, la rassegna sarà ospitata dal 7 maggio al 25 luglio 2026 nella Galleria di Piazza San Marco, sede principale dell’istituzione veneziana.

Natura morta
, 1963
olio su tela, 30 x 35 cm
Collezione Privata, Giappone,
Courtesy Tornabuoni Art
© Adagp, Paris, 2026
Tre maestri, tre approcci all’oggetto
La mostra propone una riflessione approfondita sulla natura morta, genere pittorico tradizionalmente associato alla Vanitas, attraverso le opere di Pablo Picasso (1881-1973), Giorgio Morandi (1890-1964) e Claudio Parmiggiani (Luzzara, Reggio Emilia, 1943). Ogni artista affronta l’oggetto con un linguaggio unico: dai bricolage, assemblaggi e decostruzioni di Picasso, che trasformano il Memento Mori in un nuovo linguaggio pittorico, alle sorprendenti variazioni di Morandi sui flaconi e recipienti, eretti a simboli atemporali, fino alle ombre di fumo degli oggetti di Parmiggiani, che reinterpretano la Vanitas in chiave contemporanea, evocando scomparsa e assenza.

olio su tela, 35 x 27 cm
Musée national Picasso-Paris
© Succession Picasso 2026
Un dialogo tra opere storiche e riscoperte
La mostra esporrà quattordici capolavori del Musée national Picasso-Paris, tracciando il percorso dell’artista spagnolo dal cubismo fino alla metà del secolo scorso. Queste opere dialogheranno con le tele di Morandi provenienti da collezioni pubbliche e private, italiane e internazionali, tra cui una natura morta cubista del 1914 delle collezioni del Centre Pompidou, che evidenzia un parallelo significativo tra i due maestri.

1919
olio su tela, 65 x 54 cm Collezione privata, Parigi
© Succession Picasso 2026
Non mancheranno riscoperte di grande interesse, come una tela di Morandi del 1945-46, raramente esposta e tornata a Venezia per la prima volta dopo la 31. Biennale del 1962, e un corpus inedito di oggetti dall’atelier dell’artista – caraffe, vasi, fiori secchi – che offrono uno sguardo toccante sull’intimità del suo processo creativo e sulla costruzione meticolosa del modello.
Parmiggiani e la continuità spirituale con Morandi
Il percorso espositivo mette in luce anche il legame tra Morandi e Parmiggiani: durante i suoi studi, Parmiggiani frequentò l’atelier di Morandi, instaurando una forma di affinità spirituale che oggi emerge nelle sue Delocazioni. In occasione della mostra, Parmiggiani realizzerà una Delocazione monumentale, affiancata da sculture e assemblaggi provenienti dal suo studio, ripercorrendo l’intera carriera dagli anni Settanta e stabilendo un dialogo visivo e tematico con Picasso.

olio su tela, 30 x 35,5 cm
Collezione Privata, Miami,
Courtesy Tornabuoni Art
© Adagp, Paris, 202
Un percorso di contemplazione
Il progetto curato da Cécile Debray tesse rapporti formali e concettuali tra le opere, invitando il pubblico a un cammino di meditazione sulla natura morta come genere pittorico e sulla sua capacità di riflettere il tempo, il reale e l’arte. Il percorso evidenzia l’interazione tra i tre maestri – uno storico e uno contemporaneo – e la rilevanza della loro ricerca sull’oggetto e sulla memoria visiva.
In copertina:
Giorgio MorandiNatura morta, 1944olio su tela, 30,5 x 53 cmCollection du Centre Pompidou,Mnam/Cci, Paris, Achat en 1976© Adagp, Paris, 2026