Inaugurata il 25 aprile 2026, a Venezia, alla Fondazione Dries Van Noten THE ONLY TRUE PROTEST IS BEAUTY, un progetto espositivo che indaga la bellezza non come qualità estetica, ma come forza capace di interrogare il presente.

Aluminum, stainless steel Courtesy of Friedman Benda and Misha Kahn
Il titolo, tratto da un verso del cantautore Phil Ochs, suggerisce una visione precisa: in tempi complessi, la bellezza può diventare una forma di protesta, capace di generare riflessione e trasformazione.
Un percorso tra discipline e linguaggi
Curata da Dries Van Noten, la presentazione si sviluppa negli spazi di Palazzo Pisani Moretta, articolandosi in 20 stanze tra piano terra e Piano Nobile. Oltre 200 opere costruiscono un percorso fluido che intreccia moda, arte, design, fotografia, vetro e ceramica.
L’allestimento privilegia un approccio intuitivo: le opere dialogano tra loro e con l’architettura, creando connessioni guidate più dalla percezione che da una struttura rigida. Più di 20 video accompagnano il percorso, offrendo uno sguardo sui processi creativi.
Moda come filo conduttore
La moda attraversa l’intero progetto come linguaggio centrale. Creazioni di Christian Lacroix e silhouette d’archivio di Rei Kawakubo per Comme des Garçons si affiancano a lavori contemporanei, come quelli del designer Ayham Hassan.

A Frock Will Hide All Those
Sticky Out Bits He Said, 2026
Clay, tin, lustre, resin
Courtesy of Virginia Leonard
and Side Gallery

Vase, Candelabra and Tumbler,
2026
Lead-free Crystal glass
Courtesy of artists studio and
Uppercut
In questo dialogo, la moda emerge come strumento critico, capace di mettere in discussione le convenzioni della bellezza attraverso forma e costruzione.
Dialoghi tra materia, storia e sperimentazione
Il percorso intreccia tradizione e ricerca. Le ceramiche di Kaori Kurihara dialogano con gli affreschi storici, mentre le opere in vetro di Ritsue Mishima si confrontano con la collezione del palazzo.
Interventi di Misha Kahn e Ann Carrington introducono elementi di rottura, mentre lavori di Hubert Duprat trasformano materiali naturali in oggetti preziosi, ampliando il dialogo tra natura e artificio.
Tra armonia e dissonanza
Un filo conduttore attraversa l’intera presentazione: la tensione tra equilibrio e perturbazione. Ogni volta che la composizione tende all’armonia, un elemento dissonante interviene a destabilizzarla, rendendo la bellezza qualcosa di vivo, complesso e mai definitivo.

Wig and headdress
arrangement by Fabio Petri Courtesy of Christian Lacroix, STL group
Come sottolineano Dries Van Noten e Patrick Vangheluwe, la bellezza non è una risposta ma una domanda: non fuga dalla realtà, ma strumento per confrontarsi con essa.
Una bellezza che interroga
THE ONLY TRUE PROTEST IS BEAUTY diventa così un invito a rallentare lo sguardo e ad accettare l’ambiguità. Un progetto che mette al centro il fare – gesto umano carico di memoria e cultura – restituendo alla bellezza una dimensione attiva, capace di mettere in discussione ciò che appare acquisito