Yellow Apartment: arte, design e architettura in dialogo

Pubblicato il Di in Eventi

In occasione della Winter Edition di NOMAD CIRCLE 2026, in programma dal 12 al 15 febbraio a St. Moritz, Yellow Apartment entra a far parte dello Special Program della manifestazione come progetto espositivo dedicato al dialogo tra arte, design e architettura. A cent’anni dalla nascita di Rachele Bianchi e Riccardo Schweizer, l’iniziativa celebra l’incontro tra cultura, visioni curatoriali e spazio domestico, restituendo uno sguardo intimo su una stagione condivisa del Novecento italiano. Le visite sono disponibili esclusivamente su appuntamento. È possibile prenotare al seguente LINK.

NOMAD CIRCLE 2026: l’Engadina come cornice culturale

NOMAD CIRCLE, piattaforma itinerante dedicata al collezionismo e alla progettualità contemporanea, sceglie ancora una volta l’Engadina per la sua nona edizione svizzera. Galleristi, curatori, collezionisti e protagonisti della scena internazionale si incontrano negli spazi di Villa Beaulieu, storica residenza recentemente ristrutturata e trasformata in una nuova piattaforma espositiva.

All’interno di questo palinsesto, Yellow Apartment. Rachele Bianchi, Riccardo Schweizer, Ico Parisi Art, Design and Architecture in Conversation apre eccezionalmente le sue porte al pubblico, proponendosi come esperienza immersiva e narrativa.

L’Appartamento Giallo di Ico e Luisa Parisi

Cuore del progetto è l’Appartamento Giallo, progettato da Ico e Luisa Parisi nei primi anni Settanta. Un raro esempio di visione dell’abitare come opera totale, in cui architettura, arredi, luce e colore concorrono a costruire un’esperienza coerente e profondamente espressiva.

Rimasto intatto per oltre cinquant’anni e documentato anche dalla rivista Casa Vogue nel 1973, lo spazio conserva una sorprendente attualità, restituendo intatta la forza narrativa del progetto originale e riaffermando il valore culturale dell’architettura domestica.

Un progetto curatoriale corale

Curato da Barbara Schweizer ed Elena Maria Sacchi, con la direzione artistica di Katia Jorfida, Yellow Apartment trasforma l’appartamento in uno scrigno narrativo che accoglie una selezione di opere di Rachele Bianchi e Riccardo Schweizer.

Il progetto restituisce il ritratto di una stagione culturale condivisa, mettendo in relazione linguaggi distinti ma accomunati da una lettura sensibile della figura femminile. Il confronto evidenzia affinità generazionali e differenze di visione, in un dialogo misurato e paritario.

Rachele Bianchi: la figura femminile come archetipo

La selezione dedicata a Rachele Bianchi attraversa momenti centrali di un percorso artistico durato oltre settant’anni. Sculture, dipinti e bassorilievi compongono un corpus coerente, in cui il corpo femminile diventa misura della forma e luogo di concentrazione emotiva.

Emblematico il bassorilievo del Ciclo dei boschi (1984), in cui l’intreccio dei rami in fioritura si fa metafora di trasformazione e continuità nel tempo. Un’opera che restituisce un’idea di “senza tempo” attraverso una materia essenziale e una potente forza plastica.

Un legame biografico con lo spazio

La presenza delle opere di Bianchi assume un significato ulteriore grazie al forte legame biografico con l’Appartamento Giallo: l’abitazione di Via Maistra fu infatti la casa della sorella dell’artista, un luogo vissuto e frequentato nel tempo, parte integrante della sua esperienza familiare e quotidiana.

Esporre qui le sue opere significa restituire con immediatezza i nuclei fondanti della sua ricerca: la figura femminile, il rapporto tra corpo e interiorità e l’attenzione alla materia come luogo di pensiero.

Riccardo Schweizer: continuità tra arte e progetto

Accanto alle opere di Bianchi, i lavori di Riccardo Schweizer introducono un controcampo progettuale e poetico, in cui pittura, scultura, design e architettura si intrecciano con naturalezza. La sua ricerca si fonda su un approccio rigoroso, in cui forma, materia e colore diventano strumenti per esplorare le relazioni tra spazio, percezione e funzione.

Artista capace di attraversare diversi ambiti creativi mantenendo un linguaggio coerente, Schweizer ha dialogato con i grandi protagonisti del Novecento – da Picasso a Chagall, da Carlo Scarpa a Le Corbusier – sviluppando una visione attenta alla continuità tra gesto artistico e progetto.

Design contemporaneo in dialogo con la storia

Il progetto Yellow Apartment accoglie anche due pezzi della serie PostForma Ico di Martino Gamper, presentati con Nilufar: la sedia PostForma Ico e il comodino PostForma Ico. Nati dalla rivisitazione di arredi vintage disegnati da Ico Parisi negli anni Cinquanta e Sessanta, i due pezzi sono stati ridisegnati da Gamper durante una performance dal vivo per il decimo anniversario di Nilufar Depot.

Senza alterarne forma e funzione, l’intervento introduce dettagli artigianali che instaurano un dialogo sottile tra passato e presente, amplificando la riflessione sul rapporto tra design storico e sguardo contemporaneo.

Abitare come memoria e visione

Partner del progetto è Gruppo Censeo, realtà specializzata nella ristrutturazione e valorizzazione di architetture di pregio, che accompagna Yellow Apartment con un approccio rispettoso e consapevole, in sintonia con la visione curatoriale e con l’identità storica dello spazio.

Yellow Apartment si configura così come un progetto che va oltre la dimensione espositiva: un racconto sull’abitare come luogo di progetto, memoria e visione, in cui arte, design e architettura tornano a dialogare in modo profondo e necessario, restituendo al pubblico l’esperienza rara di uno spazio rimasto fedele alla propria origine e, proprio per questo, straordinariamente contemporaneo.