Poltronova riporta in produzione la poltrona Tomato, iconico progetto del 1970 firmato dal designer francese Christian Adam, attraverso una collaborazione esclusiva con Chloé presentata durante la recente Milano Design Week 2026.


La riedizione nasce in collaborazione con gli eredi del designer e rappresenta il primo passo verso il futuro ingresso della seduta nel catalogo Poltronova. Un ritorno importante per uno degli oggetti più singolari del design radicale italiano, oggi considerato un pezzo raro e molto ricercato dai collezionisti.
La Tomato e il design radicale degli anni Settanta
La Tomato si inserisce pienamente nel clima culturale che, tra la fine degli anni Sessanta e i primi anni Settanta, mette in discussione il linguaggio razionalista del modernismo. Come altri progetti simbolo di Poltronova — Joe, Superonda e Safari — anche questa seduta abbandona la tipologia tradizionale della poltrona per assumere una forma morbida, organica e volutamente anti-funzionalista.
Più che semplice elemento d’arredo, Tomato si configura come un oggetto capace di riflettere nuove modalità dell’abitare, lontane dalle convenzioni borghesi e vicine a una dimensione più sperimentale, espressiva e simbolica.


L’impiego del poliuretano, materiale innovativo per l’epoca, permette una libertà formale quasi scultorea, trasformando la seduta in una presenza fluida e non convenzionale.
Una riedizione fedele ma contemporanea
Prodotta originariamente in un numero limitato di esemplari negli anni Settanta, la Tomato viene oggi reinterpretata attraverso tecniche produttive contemporanee, mantenendo intatta l’integrità del progetto originale.


Attraverso la visione creativa di Chemena Kamali, la seduta entra inoltre in dialogo con l’estetica attuale della maison francese, che ne valorizza la morbidezza, la tattilità e il linguaggio organico.
Pelle naturale e quattro tonalità sofisticate
La nuova edizione della Tomato è realizzata in pelle morbida conciata al naturale ed è proposta in quattro varianti cromatiche: crema, cognac, sabbia e nero.
Materia e colore contribuiscono a ridefinire la forza scultorea della seduta, enfatizzandone la qualità tattile e la presenza visiva. Il risultato è un oggetto che conserva tutta la propria carica radicale, riuscendo allo stesso tempo a dialogare con gli interni contemporanei e con una nuova sensibilità progettuale.